Abarth 595 Competizione – La prova di Davide Cironi

A metà tra la ragazzina viziata e il teppistello che fa di tutto per alzarle la gonna, questa giovane 500 Abarth ha due anime. Sospesa tra le buone vecchie maniere e le pessime abitudini moderne. Cosa ne potrà venire fuori? Solo le mie colline sapranno dircelo…

Dopo ogni test si prende un po’ fiato mentre Stefano fa le sue riprese statiche, così io posso studiarmi il disegno della 595, che è già un restyling della prima 500 Abarth.

Oltre al fatto che quest’auto è disegnata con metodo, quasi come se non fosse permeata di imposizioni dall’alto, le componenti scelte e gli accostamenti cromatici la rendono una calamita per tutti, che siano impallinati della pista se si tratta di notare i freni Brembo o i cerchi neri, che siano i fissati delle supercar se si parla di interni o che siano le femminucce a notare “quanto è carina l’Abarthina“.

L’ho avuta con me due settimane, usandola per fare qualsiasi cosa (tra cui un trasloco) e posso dire che abbiamo avuto un rapporto di amore odio molto disturbante.

Tutto è impostato per l’eccesso di sport e la forte personalità corsaiola, a partire dall’estetica come dicevamo, ma le mancano due basi fondamentali per godersi questo ben di Dio di allestimento. Lo scoprite facilmente nei primi secondi del video.

Non si risolve il problema baricentro con un estremo irrigidimento delle sospensioni (anzi talvolta peggiora le cose), ma permette di percorrere lunghi curvoni aperti con gas spalancato. Non si risolve il problema posizione di guida, ma sedile Sabelt, volante e pomello sono tre capolavori di ergonomia e design.

Dunque, alla fine, mi ci sono divertito o no?

Sì, riesci ad andare veramente molto veloce quasi in ogni condizione se superi il blocco mentale che certe scelte impongono. C’è dentro veramente tanto know-how italiano e si sente, grida da ogni centimetro di macchina la sua rabbia Abarthiana per non potersi esprimere al massimo nonostante ottime soluzioni come quella del TTC (che mi ha davvero stupito, al contrario delle aspettative).

Spero davvero che Abarth continui su questa strada avvicinandosi sempre di più ai mostri sacri delle Hot Hatch estere, pungendo come una volta sul vivo delle debolezze altrui. Io tifo per loro.

di Davide Cironi

 

 

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