AUDI QUATTRO: la capsula del tempo

L’Audi Quattro è la mia capsula del tempo perfetta

Per gli altri è un sabato come tanti, per me no.

AUDI QUATTRO

Cielo coperto, gente rintanata nei bar fino al calar del sole, strade semi-deserte e il sogno di poter finalmente vedere dal vivo una delle leggende a quattro ruote degli anni ’80, una di quelle automobili che ti capiterà di vedere in rarissime occasioni, come l’arrivo di una cometa o un’eclissi. È una di quelle auto di cui, se escludiamo le versioni da competizione, si sente davvero parlare poco.
Sono fermo ad una stazione di servizio, dove, seduto in auto, sto in trepidante attesa. Sto alternando continue occhiate al telefono a sbirciate negli specchietti retrovisori, quando ad un tratto vedo una sagoma rossa avvicinarsi accompagnata da un cupo ruggito: eccola. Non me la sarei mai immaginata così imponente, arrogante, rumorosa (e che musica!) ma soprattutto così dannatamente bella.

AUDI QUATTRO
Dopo i saluti e due chiacchiere con Lorenzo e suo padre Bruno, decidiamo di spostarci verso il luogo dove faremo gli scatti: uno spiazzo situato in cima ad un’altura che permette di avere una vista stupenda su tutta la città. Mentre la seguo sono talmente emozionato che il piede sinistro mi trema ogni qualvolta schiaccio la frizione quando cambio marcia.

Una volta arrivati in cima inizio con le foto e proprio sul più bello, arrivano i soliti turisti che pensano bene di parcheggiare i loro mezzi intorno all’Audi, tanto che uno di loro, dopo essersi avvicinato a noi ci dice con tono un po’ rassegnato: “Queste sì che erano Audi, non come sta merda che ho adesso…” indicando la sua A3 coi cerchi di ferro.

AUDI QUATTROMa torniamo alla Audi Quattro, entrando un po’ più nello specifico: 2144 cm3, 5 cilindri in linea con singolo albero a camme in testa, 10 valvole, monoblocco in ghisa con testate in lega leggera, iniezione meccanica Bosch K-Jetronic e Turbo KKK-K26 + intercooler che garantiscono oltre 200cv a 5800g/min e 289N/m di coppia su 1280kg di peso. Il cambio è un 5 marce fissato dietro il motore, il quale è montato longitudinalmente sopra l’asse anteriore. L’auto può contare su una trazione integrale permanente con 3 differenziali.

AUDI QUATTRO
Mentre pregavo che il cielo si aprisse mandandomi qualche raggio di sole e la gente si spostasse, mi faccio raccontare un po’ della storia dell’auto; mi dicono che questo esemplare è uno degli ultimi assemblati alla BAUR Karosserie nei pressi di Stoccarda, costruita nel 1986 e immatricolata nel 1987.
Negli anni ’80, Bruno, poco più che ventenne, lavorava in un’autosalone Audi/Volkswagen e quando vide la Quattro per la prima volta, fu subito amore, ma purtroppo non poteva permettersela (all’epoca costava quasi 63 milioni di Lire), dovendo così rinunciare al sogno di poterla avere. L’anno scorso però, la fortuna è dalla sua parte: tramite un passaparola, Bruno viene a sapere che una Quattro rossa di un noto ex-costruttore edile della zona, è in vendita. Quale occasione migliore per poter realizzare il sogno della propria giovinezza?
L’auto era rimasta ferma in garage a partire da metà degli anni ’90, e, dopo una piccola rinfrescata era di nuovo pronta per solcare le strade.

AUDI QUATTRO
Come si guida l’Audi Quattro? Sinceramente non lo so, non ho ancora avuto questo onore, ma i sorrisi che Lorenzo e Bruno hanno stampati in viso quando me ne parlano, dicono già tutto (a questo ci pensa il vecchio Davide tra poco – n.d.r.).
Quella carrozzeria dal design cosi spigoloso che riprende costantemente la forma del rettangolo, i passaruota bombati, i fari posteriori fumè che da lontano sembrano tutt’uno con il pannello sul portellone, quella targhetta “quattro”, i cerchioni bianchi e la grafica sottoporta degli anelli Audi che sembran volersi dissolvere a causa della velocità, come se l’auto fosse in movimento anche da ferma. Basta isolarsi mentalmente per un momento, contemplare la bellezza di ogni suo piccolo particolare per sentirsi catapultare in un’epoca che non ci appartiene più o non ci è mai appartenuta (sopratutto a me che sono nato nel ’97) che solo grazie a testimonianze fisiche possiamo provare a rivivere.
Si sta facendo buio ormai, il mio tempo è quasi finito, ma prima di andare via, c’è un’ultima cosa che vorrei fare. “Mi domandavo, non è che potrei sedermi dentro?” chiedo un po’ titubante.

AUDI QUATTROQualche istante dopo sono già accomodato al posto guida. Vengo subito colto da quel particolare odore, anzi, profumo, leggero, ma con quella piccola nota forte, che si percepisce subito non appena si entra in una qualsiasi auto tedesca di quegli anni, poi davanti a me l’immancabile Momo a calice e il cruscotto rettangolare col display digitale, con la strumentazione di quel verde che staresti a guardare tutta la notte.
Che macchina, che giornata, che macchina.
Un grandissimo grazie a Lorenzo e Bruno che hanno reso tutto questo possibile.

Testo e Foto : Federico Delami

AUDI QUATTRO

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  • ILKönz

    Una prova che attendevo da tempo. Non vedo l’ora che il nostro Davidone nazionale la metta sotto torchio.
    Certo che paragonarla ad una A3 è alquanto improprio, posso capire la delusione del proprietario, ma in quegli anni nemmeno esisteva un modello Audi corrispondente all’A3, si partiva dalla 80: sarebbe come se al giorno d’oggi il modello entry level del marchio fosse la A4.

  • andywind

    l’antenata (grandiosa) della serie RS di audi

  • Andrea

    Altri (fantastici) tempi, in cui i costruttori facevano auto con una fortissima personalità, sia a livello meccanico che estetico. Sigh sigh..
    Se dovessi sceglierne una tra Audi quattro, Lancia 037, Stratos e Delta S4 sarei davvero in crisi..

  • drejeck

    Con quella strumentazione il volo radente può accompagnare solo