BEST OF 2016 DRIVE EXPERIENCE

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E’ appena uscito il Best of 2016 e questo vuole proprio dire che un altro anno di Drive Experience va ad archiviarsi insieme ai primi tre. Già il fatto di pensare a questo “figlio” mi fa un effetto stranissimo, a metà tra l’ubriacatura in modalità amico di chiunque e l’istinto paterno di chi ha messo al mondo un essere vivente. E’ l’occasione giusta dunque per tirare un po’ le somme, senza sfociare nel milione di ringraziamenti che dovrei sia a voi che ai ragazzi del DCDE, perché chi mi conosce sa che faccio finta di non avere sentimenti (tranne quando si parla di macchine).

Abbiamo messo su questa piccola realtà dal nulla, credendo di stare facendo tutt’altro, in tutt’altri tempi e modi. Molti hanno iniziato a seguirci con un certo genere di video, ignorando che il Drive Experience esisteva già da mesi, e ora si stupiscono se vedono sul nostro canale auto che non tutti gli appassionati possono permettersi. Visto che ci siamo e c’è aria di cerimonie, chiariamo anche questo punto. Il mio DCDE ha una sola e unica ragion d’essere (quella con cui è nato) e neanche per un giorno questa natura è stata abbandonata. L’ho fatto nascere con l’intento di raccogliere in esso tutto quello che è l’amore per l’automobile sportiva. Questo sta a dire che non ci sono mai state e mai ci saranno restrizioni per epoca, marchi, nazionalità o prezzi. Semplicemente mi viene proposta una cosa, che sia una prova su strada o una chiacchierata, che si tratti di una leggenda assoluta o di una sottovalutata cronica, e se la ritengo interessante la accetto.

In questo periodo stiamo portando avanti tante auto costose, supercar che non si acquistano tutti i giorni, oppure sportivette moderne ancora da scoprire, che non hanno avuto tempo di diventare ancora delle icone. Essendo noi nel bel mezzo del fiume in piena, non sempre riusciamo a controllare la cronologia e l’ordine delle auto che finiamo (letteralmente) per lanciare in rete. Le cose ci succedono, questa è una delle cose più belle del Drive Experience, e magari in due giorni mi ritrovo su una McLaren in Francia, senza averlo minimamente chiesto né programmato. Magari volevo fare la Y10 Turbo. Certamente potendo vivere con più equilibrio non faremmo mai mancare a nessun tipo di appassionato il proprio genere di auto, ma è così che va; non sappiamo quello che ci aspetta il mese prossimo. Viene fuori che un Team tedesco vuole venire giù da Monaco di Baviera con un camion e una 155 2.5 V6 Ti ITC 1996 ex Fisichella, apposta per te, chiedendoti se avresti piacere di guidare l’ultima e massima evoluzione del progetto DTM. Tu dici di sì, anche se sei terrorizzato dall’aura di leggenda che porta con sé una macchina così.

Nel 2017 ci saranno un milione di novità, ci siamo strutturati meglio, è nato finalmente il sito ufficiale con tutto quello che ne consegue: design, moto, photogallery complete, articoli miei e articoli vostri, backstage, editoriali come questo e troppe altre cose di cui vi accorgerete. Scrivere per me è sempre stato molto più importante e affascinante che parlare in camera, ma per lavorare con le auto bisogna farle vedere e farle sentire. Dunque così avremo e avrete entrambe le cose, il buono della scrittura e il buono del video per conoscere e apprezzare meglio ogni singolo modello in prova. L’editoriale sarà il mio modo di sfogare con voi qualunque cosa mi passerà per la testa, e non voglio farlo con Facebook o altri social sui quali scrivere più di tre righe sembra un furto di tempo altrui. Alcuni argomenti richiedono parole, immagini adeguate e spazi illimitati, soprattutto quando a parlare è uno che, come vi siete appena accorti, tende a divagare.

Dovevo parlare dell’anno passato ma non ce la faccio, sono peggio di quei gruppi punk che registrano il pezzo diecimila volte perché lo vogliono sempre a volume più alto. Non posso neanche guardare i nostri video di tre mesi fa senza trovare mille difetti e incazzarmi come una bestia per non aver avuto già pronti i nuovi loghi. Probabilmente penserò tra un anno che i loghi di adesso fanno schifo e che quella curva l’ho fatta troppo lenta, quella parola l’ho detta troppo all’abruzzese, quel traverso l’ho retto un secondo meno di quanto potevo. Provate a fare qualcosa che resta per sempre, bisogna far pace con l’imperfezione. Ed eccovi la risposta alla domanda più frequente degli ultimi mesi: “Quando proverai la F40”?

 

Quando tutto sarà perfetto. Ne ho già rifiutate tre.

Davide Cironi

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