BLACK STEEL GARAGE: Saab 917 Turbo – “La promessa dell’assassina”

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Come la maggior parte dei bambini della mia generazione, anche io avevo una manciata di modellini in scala 1:18 della Bburago.

Aprendo la porta della mia cameretta le prime che si scorgevano erano quelle della Santissima Trinità: la Bugatti EB110 blu, la Countach bianca e ovviamente l’F40 rossa. Come tutti la mia collezione comprendeva quasi ed esclusivamente supercar.

Ora, non voglio essere linciato pubblicamente dopo quello che sto per dire però per quanto fossi interessato e per quante volte le avessi ammirate e disegnate c’era un qualcosina che non mi tornava, sapevo che era qualcosa di piccolo e probabilmente non troppo importante ma comunque era li, e non mi dava pace.

Quelle auto per quanto incredibili fossero (pur non capendo assolutamente nulla, al tempo, in fatto di specifiche tecniche) erano progettate per essere auto assolutamente fuori dal normale e le loro proporzioni non mi stupivano più di tanto, mi attraevano da matti, ma non mi stupivano, allettoni, splitter e compagnia bella avevano tutte le ragioni di stare dove stavano.

Un natale però, ricevetti il modellino di una Megane Maxi Kit car, blu scura con la livrea ERG.

Ne ero assolutamente estasiato, riconoscevo la macchina di serie per strada, ma affiancata al mio modellino non aveva assolutamente senso. Successivamente andai al video noleggio di fiducia affittai una videocassetta del campionato italiano rally. Ancora una volta, quella macchina non aveva senso per me. Ne ero completamente rapito.

I passaruota larghissimi il posteriore saltellante e quel rombo acuto e cattivissimo la facevano sembrare scomoda nella sua carrozzeria, sembrava che una sorta di mostro sputafiamme (incazzatissimo) fosse intrappolato dentro e che stesse facendo tutto il possibile per uscire. Questo ricordo d’infanzia è quello che mi ha spinto alla creazione di questa.. cosa.

Ho preso una macchina che normalmente (almeno in Italia) è considerata la preferita dai professori di geografia, una Saab 99 3 porte del 78 e l’ho accoppiata con l’auto da corsa più potente e sconsiderata mai costruita, la Porsche 917/30 del 1973.

Questa Saab quindi è ora biturbo, motore centrale e trazione posteriore, facendo un paio di conti, il 12 cilindri boxer 5.400 cc farebbe 1580 cv a 2.7 bar di pressione in settaggio da qualifica, e “solo” 1100 cv in settaggio da gara.

Non ho assolutamente idea di quanto quest’ auto possa pesare, ma di serie questa Saab pesava 955 kg, ipotizziamo che ora ne pesa 800, il rapporto peso potenza arriva a 1975 cv per tonnellata.

Per che competizione si potrebbe iscrivere quest’auto? La 917/30 ha corso e dominato la Can-Am nei suoi anni ma qui stiamo parlando di un’ auto che ad ogni colpetto di accelleratore probabilmente si attorciglierebbe su se stessa come una Nastrina del mulino bianco.

Davide ha suggerito l’aeronautica svedese come ispirazione per la livrea, quindi un azzurro svedese come fondo e una serie di bande gialle lungo gli “spigoli” delle fiancate con un bel “VIGGEN” a caratteri cubitali su fiancate e cofano.

Data la natura esplicitamente scandinava del mezzo Davide ha inoltre suggerito un equipaggio formato da lui e Viggo Mortensen (l’attore di Eastern promises, la Promessa dell’assassino, da cui il titolo). Ecco un estratto della conversazione.

DC: Metti me e Viggo Mortensen come equipaggio

DV: “Eehm Viggo Mortensen è danese, non svedese

DC: “Chi se ne frega mettici na bandierina! Vai metti metti

Hillclimb? Can-Am? Io direi che sarebbe più adatta a qualcosa come una gara di beneficenza a favore di qualche manicomio criminale.

di Davide Virdis  

www.behance.net/DavideVirdis

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