I vostri articoli: Ciccio di Cefalù – L’Artista delle Scarpe da Corsa

In viaggio per conoscere il famoso “Ciccio Scarpe”

Ciccio di Cefalù scarpe da corsa

28 ottobre 2017 Le aspettative sono tante, la partenza è fissata per le 8:00. Comunque vada, penso, sarà una buona occasione per scambiare quattro chiacchiere con il mio babbo e la mia cara mamma, e le occasioni così, raramente le lascio sfuggire. Saliamo sul nostro fedele compagno di viaggio, un Renault Kangoo diesel che non va avanti, ma sempre accogliente e confortevole. Iniziamo a farci strada senza che, complice il sonno, riesca a rendermene conto realmente, incantato dai colori del cielo che si congiungono con il verde della vegetazione, rifiuto la proposta dei miei di fermarci a fare colazione.

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Non mi piace il caffè dell’Autogrill e non voglio perdere nemmeno un secondo in più per arrivare a destinazione. Mentre passiamo l’uscita per Enna parte “Walls” dei Kings of Leon, seguita da “Rocket man” dell’immortale Elton John e con mio papà iniziamo a parlare di come sia cambiata la musica, delle diverse abitudini della mia gioventù rispetto la sua. Parlando e pensando, il discorso finisce inevitabilmente sempre al mondo dell’Automobilismo, il modo di vedere le auto, il peso, il comportamento su strada, un discorso infinito e piacevole che ci accompagna senza neanche rendercene conto al punto di arrivo.

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Sono le 11:00 esatte quando scomparendo i monti compare avanti a noi il fantastico mare di Cefalù, una splendida cittadina che consiglio a tutti, almeno una volta, di visitare. Ho attivato il navigatore che, ovviamente, mi porta in una destinazione vicina, ma non quella esatta. Sale l’ansia ed iniziano le inesorabili domande da parte dei miei: “È sicuro qua? Sarà chiuso?”
Vedo una vigilessa sorridente che ci guarda a bordo della strada, le domando: “Buongiorno, stiamo cercando il negozio Ciccio Shoes” mi risponde gentilmente di non avere idea di cosa sia, preso dal panico cerco di riformulare la domanda: “Signora, vogliamo conoscere il calzolaio dei Campioni”, la gentile vigilessa con un certo stupore, quando le spiego che abbiamo fatto un bel po’ di chilometri per conoscere “Ciccio Liberto”, mi da le indicazioni che mi portano al tanto ricercato negozio.

Ciccio di Cefalù scarpe da corsa
Inizio a chiedermi se magari sarò cosi sfortunato da trovarlo chiuso, inizio a vedere da lontano la vetrina che riflette il mare un po’ agitato.
È chiuso, anzi no è aperto, posteggiamo in fretta, come se da un momento all’altro il negozio potesse scappar via. Scendo dalla macchina e con la stessa ansia di uno studente che deve affrontare il suo esame di maturità, guardo da lontano per cercare di capire se magari lui è li, o se quell’ uomo che vedo da lontano è qualcun altro.

È lui. Torno di corsa indietro per esprimere la mia gioia ai miei genitori. “Buongiorno, sono Rosario Cardillo vengo da Catania e sono arrivato fin qui per conoscere il signor Ciccio Liberto”. Con stupore Ciccio di Cefalù (cosi mi ha chiesto di essere chiamato) inizia a ringraziarmi, spiegandomi che secondo lui non è una persona così speciale da meritarsi tanto. Lo contraddico spiegandogli che anche solo una sua storia potrebbe rendermi l’uomo più felice del pianeta.

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Sinceramente commosso, inizia a raccontarmi di tutto su quello che è la nostra più grande passione; la mitica “Cursa”, la TARGA FLORIO. Non trovo miglior modo per raccontarvi quello che sto vivendo se non citando quello che lui stesso ha voluto come biografia sul suo sito (e che mi sta raccontando mentre guardo stupito le sue opere).

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È il 1968 e Ciccio produce calzature da soli tre anni per molti piloti della “Cursa”.
Fra i tanti piloti giunti in Sicilia per disputare la Targa Florio, ce n’é uno in particolare che ha bisogno delle scarpe da corsa su misura firmate Ciccio: Vic Elford. Il pilota inglese ha infatti subìto l’amputazione dell’alluce del piede destro quale conseguenza di una vecchia uscita di pista. Francesco Liberto, pur oberato di lavoro, di fronte a quella menomazione sente il dovere morale di accontentare il pilota della Porsche. Realizza così un paio di scarpe che passeranno alla storia, approntando un sinistro taglia 44 e un destro taglia 42 ma con pianta del piede 44.

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Uno sforzo artigianale notevole, per di più realizzato in un lasso di tempo brevissimo, ma che sarà ripagato alla grande: l’indomani infatti Vic Elford trionfa in coppia con Umberto Maglioli alla Targa Florio, regalando al Maestro di Cefalù la prima grande soddisfazione di una lunga serie. Una vittoria leggendaria anche per la storia della Targa, visto che Vic negli ultimi giri riesce a colmare un gap di oltre 20 minuti alla coppia Giunti-Galli, tanto da meritare uno spazio speciale all’interno del Museo Porsche a Stoccarda.

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Da quel momento Vic Elford diventa un grande amico di Francesco che, mentre mi racconta questa incredibile storia, si commuove, si emoziona al pensiero di questa grande amicizia nata in modo così particolare. Elford da quel giorno è per il popolo madonita un eroe, e questo non fa che aumentare l’orgoglio di Ciccio per quel sincero rispetto espresso dal pilota inglese.

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Mi racconta poi del 1976 uno degli anni più importanti della sua carriera. Riceve la telefonata della Ferrari che richiede la fornitura delle scarpe per i propri piloti di Formula Uno, Niki Lauda e Clay Regazzoni. L’anno seguente Niki Lauda diventa Campione del mondo indossando le Racing Shoes firmate Ciccio di Cefalù. A fine stagione, su una pubblicazione ufficiale con dedica, Enzo Ferrari in persona include Ciccio nei ringraziamenti assieme a tutti i partner tecnici che hanno contribuito al successo della casa del Cavallino.

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La frase che per sempre porterò con me però non riguarda l’automobilismo e la cito con il tentativo di far apprezzare a tutti quanto quest’uomo mi stia sorprendendo: “Caro Rosario, la vita ha tante strade, ma l’unica che spunta è quella dell’onestà, resta sempre così e vedrai che riuscirai a realizzare i tuoi sogni“. Il resto, anche a volerlo raccontare non ha lo stesso valore di questo momento che sto vivendo, solo qualche foto riuscirà a raccontare l’infinita emozione di questi momenti.

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Mi becco un regalo speciale, che mi raccomanda di nascondere subito. Ma quello che per me è il più grande dono è il caffè che stiamo condividendo, i racconti, le storie leggendarie che accompagnano generazioni e generazioni, il semplice fatto che non si sottrae nemmeno ad una delle mie tante domande. Questo per me il più grande regalo, le scarpe e le varie foto che ho potuto ammirare si sono rilevate un fantastico contorno che ci ha accompagnati in questa stupenda mattinata.

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Siamo tutti commossi quando è arrivata l’ora di andare a pranzo, chiudiamo il negozio insieme, ci augura buon viaggio e noi chiediamo se vuole un passaggio. Gentilmente ci spiega che casa sua è vicino il negozio e ci invita a ritornare presto. Lo faremo sicuramente.
Il viaggio di ritorno, passato ovviamente con i miei genitori a parlare stupiti da quest’unico personaggio, è dolce e non ci pesa per nulla.
Sento dentro di me il dovere di scrivere queste parole per invitare tutti gli appassionati del vecchio caro Motorsport che ne hanno la possibilità, di andare a fare visita a quello che ho l’onore di definire il mio amico Ciccio, per assaporare i profumi e sentire i racconti delle gesta dei più famosi campioni del passato e del presente che hanno indossato ovviamente le scarpe di Francesco Liberto in arte “Ciccio Scarpe”.

di Rosario Cardillo

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