Crescere insieme ad una Lancia Fulvia

“Io non sapevo come fare per guardare ciò che tu mi fai vedere” cantava Max Pezzali riassumendo un po’ il forte legame che ho con la mia Fulvietta. Lei arriva nel settembre del ‘72, io nel febbraio del ‘76. Lei Lancia Fulvia coupè 1.3 S bronzo longchamps; io biondino con gli occhioni azzurri. Subito colpo di fulmine.

Il primo incontro dopo pochi giorni dalla mia nascita. Era una giornata fredda a quanto mi dissero; nevicava. Mia madre mi teneva in braccio sul sedile passeggero, mentre mio padre guidava la giovane Fulvietta che tutta fiera si faceva largo nella neve per portarci tutti a casa nel nostro paesino natale sulle colline reggiane.


Ho tantissimi ricordi e foto con lei. I primi viaggi con la famiglia, le scampagnate in montagna, quando mi portavano all’asilo o a scuola, le prime guide da ragazzo nei cortili di campagna e quelle ufficiali a 18 anni per prendere la patente. Una vita sempre insieme.

Nel ‘74, prima della mia nascita, morì mio nonno. Mi dissero che lui amava quest’auto. Ne era orgoglioso. Lo stesso papà la teneva come una reliquia. I primi anni di vita, per paura di rovinarla, prendeva la vecchia 500. Questo per spiegare perché ora ha solo 76.000 Km originali. Una media di circa 1700 Km/anno. Una vera ragazzina.

Anche i miei genitori non si sono mai spiegati da cosa nascesse questa mia attrazione verso di lei. Ricordo che nel ’91 mio padre decise di cambiare auto. Oltre alla Fulvietta, avevamo una Fiat Uno di 5 anni che aveva comprato in sostituzione della vecchia 500. Anche la “cinquetti” aveva più di vent’anni quando fu venduta. Siamo sempre stati di famiglia abbastanza legati alle nostre auto (almeno negli anni 70 – 80 poi la moda è un po’ cambiata). L’idea di mio padre era quella di vendere la Fulvia e prendere un’ auto più spaziosa, tenendo la Uno per il lavoro. Ricordo di essermi appellato ad ogni espediente per evitare la cosa. Promisi di migliorare i voti a scuola, di fare l’università, di non truccare il motorino…. Veramente di tutto… E alla fine ce la feci.

 

Ripensandoci ora, effettivamente non era comodo per mio padre negli anni ’90, con la Fulvia, andare al lavoro, ma passarono anche quegli anni…. E lei era sempre con me. Arrivò poi la patente. Era il ’94. E come facevo le mie guide ufficiali? Ma ovviamente con lei. Non credo che in quegli anni ci fossero molti ragazzi a fare le guide su una Fulvia. Molti la vedevano come vecchia, strana, scomoda. Ma io no, ne ero fiero. Questo rombo, la marmitta aperta, i 2 carburatori doppio corpo Solex, i cerchi Cromodora in magnesio di 14”, le gomme maggiorate (tanto non ho la misura sul libretto) con le scritte bianche in rilievo (le feci da ragazzo e non le tolsi più). Stanno benissimo.

Ci andavo a fare allenamento a calcio la sera. Mi sentivano arrivare a 3 km di distanza. Ed io fiero. Era la mia “Muscle Car” all’italiana!
Arrivò poi il 2007, l’anno del mio matrimonio. E con quale auto sarei mai potuto andare in chiesa se non con lei? Ovviamente guidata SOLO da me. Per l’occasione le feci rifare il trucco. Una bella lucidata ed una revisionata di massima. Arrivò poi il giorno… era bellissima, aveva fiori ovunque. Io guidavo ed a lato passeggero mia madre per accompagnarmi all’altare.

La Lancia Fulvia si fece subito voler bene anche da mia moglie. E con lei, tutti e tre ai primi raduni. Partivamo al mattino, per fare queste gare di “abilità” fra tante altre vecchiette a quattro ruote, in competizioni definite “del gusto”. Era infatti un modo per conoscere gente nuova e mangiare bene nelle terre emiliane.


Arrivò poi il mio bimbo Mattia nel 2013. All’inizio non scoccò la stessa attrazione del padre. Aveva timore di questo telo che la copriva nel garage. Senza parlare poi di quando ne sentì il rombo. Terrore allo stato puro. Ma fu solo una cosa temporanea. Ora, non scherzo, è peggio del sottoscritto.

C’è solo lei. Ci sale, la accarezza, mi chiede di fare un giretto. È inutile… Il potere della Lancia Fulvia!
Cos’altro dire. Mi chiamo Andrea, sono un informatico con una grandissima passione per le auto d’epoca. Possiedo da sempre questa Lancia Fulvia. Da ragazzo, nei periodi estivi, lavoravo in un officina ed ho imparato parecchie cose che, unite alla forte passione ed alla voglia di documentarmi, mi ha portato a fare diversi lavori meccanici alla mia Lancia per tenerla in ottimo stato. Per citarne i più recenti, ho rifatto l’impianto frenante, quello di raffreddamento e l’impianto elettrico sul cruscotto e devio luci / frecce.

Ovviamente non la uso quotidianamente. Le mie uscite sono nell’ordine delle 4 / 5 anno. Ne sono molto geloso.
NB: l’amore è anche per il marchio Lancia. Ho da sempre adorato la Delta Evo, in particolare la Evo 2. Non potendomela permettere ed essendo ormai fuori produzione, a 23 anni presi una Delta HPE HF giallo sole. Tenuta 10 anni, quando dovetti separarmene per i troppi km, non passai bei momenti. Me ne ero affezionato…. Ora il sogno però sarebbe avere un Deltone Evo…. Sarà molto dura ma chissà. La vita riserva spesso sorprese.

di Andrea Nemisti

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