Dallara Stradale – La prima prova in pista a Nardò e un giro sulla costiera (VIDEO)

La Dallara è una di quelle realtà che ci rendono orgogliosi della nostra Nazione, nonostante tutto quello che siamo costretti a sopportare in questi anni fitti di ostacoli e contraddizioni, sia a livello politico che, di riflesso, sul piano automobilistico.

L’ingegner Giampaolo Dallara, classe 1936, che speriamo presto di vedere in una delle nostre serie “Racconta”, non ha certo bisogno di presentazioni. Per i meno informati indico giusto le prime colonne portanti della sua carriera lavorativa: si laurea come più giovane ingegnere di sempre (tutt’ora imbattuto e imbattibile, dati i cambiamenti delle strutture universitarie) presso il Politecnico di Milano nel 1959 e, nello stesso anno, è già in Ferrari a fianco del grande Carlo Chiti.

Due anni dopo affianca Alfieri in Maserati, fino ad approdare nel 1963 (quando si stanno tracciando le prime linee della futura gloriosa Marca) in Lamborghini. C’è lui, insieme a Stanzani e Gandini a creare quella che per molti è definibile la più bella automobile di sempre, la Miura.

Nel ’69 lascia Sant’Agata Bolognese per tirare su la De Tomaso Formula 2 e da lì non lascia più il mondo delle monoposto, fondando la sua Azienda per come la conosciamo ancora oggi, continuando a restare un appoggio irrinunciabile per molte Case costruttrici, sia di vetture stradali che da competizione. Attualmente Dallara è senza grossi dubbi il Re dei telai e dello sviluppo sportivo per automobili di ogni continente, oltre che uno degli ultimissimi esponenti di quella Vecchia Scuola che ha insegnato al mondo come costruire macchine.

La Dallara è la più grande industria delle Corse di sempre, talmente radicata in tutto il mondo che ci si meraviglia di scoprire quanto l’Ingegnere sia rimasto legato alla sua terra, Parma, senza averla mai lasciata.

Sarebbe già una bella storia così, aggiungendo magari che, pur realizzando telai per tutta la IndyCar Series, per la Formula E, per la Bugatti, per decine di altri mostri del motorsport, quasi ogni sera l’Ingegner Dallara si ritrova al bar del suo paese per una partita a carte con gli amici d’infanzia. Ispiratevi a questo modello di vita. C’è di più però.

Da qualche anno a questa parte c’era un desiderio che stava ribollendo in quel di Parma, una voglia nata tanto tempo fa, rimandata troppe volte. Qual è il desiderio più grande di qualsiasi tecnico dell’automobile che si rispetti? Costruire la propria macchina stradale, senza obblighi commerciali né compromessi di nessun tipo.

Ci è voluto del tempo, anche per un Gotha come Dallara, ma alla fine, oggi, la macchina è pronta. Pensate come mi sono sentito piccolo io ad atterrare qui a Nardò, trovare un cartello con scritto il mio nome in aeroporto, e sapere che la mattina seguente avrei avuto il privilegio di essere tra i primi al mondo a impugnare il volante della Dallara Stradale.

di Davide Cironi

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