I vostri articoli: Il mio sogno di diventare un vero Meccanico da corsa

Il 2017 è stato per me l’anno delle grandi decisioni. Cosa si può volere di più dalla vita di un lavoro ad un km dalla propria casa, ben pagato e per nulla faticoso? Ve lo dico io: inseguire il proprio sogno! In particolare il sogno di Riccardo è quello di diventare un meccanico completo, uno di quei meccanici vecchia scuola che sanno fare di tutto, da saldare a chiudere un motore, fino a gestire una macchina in gara.

Tutto questo desiderio si è messo in moto un giorno particolare della mia infanzia, alle medie, quando vidi un ragazzo riccio dentro una 500 L rossa tutta elaborata, fermo fuori dall’Istituto Tecnico Industriale davanti al quale passavo da bambino per andare a scuola: era un compagno di scuola di mia sorella che aveva sette anni più di me. Con tutto il coraggio del mondo, andai là e gli dissi: “Ciao sono il fratellino di Enrica, posso vedere la tua macchina”?

Inutile dire che quel ragazzo lì era Davide Cironi e che da allora la mia passione mi ha portato a stargli a fianco in mille progetti folli (sempre a sfondo motoristico) fra cui anche il Drive Experience come lo conoscete oggi (ogni tanto mi avete visto a bordo strada che quasi mi prendevo un parafango in faccia per riprendere un traverso). È stato nell’officina di un caro amico di famiglia, però, che ho iniziato a prendere in mano le chiavi e a trasformare la mia voglia di fare in qualcosa di concreto.

L’occasione di affacciarmi nel mondo delle competizioni si è presentata quando, circa un anno dopo durante una delle mie innumerevoli collaborazioni con il Drive Experience allora agli albori, ho incontrato l’eroina della mia infanzia: la 156 Super 2000. Ricordo che sono rimasto qualcosa tipo quaranta minuti a fissarla, tanto che il meccanico che ne era responsabile, oggi un mio caro amico, si è mosso a compassione e me l’ha sollevata sui martinetti per farmi guardare sotto la gonna. Così, tra una chiacchiera e l’altra, il proprietario del team mi chiese di andare a lavorare con loro sui campi di gara.

Ovviamente non mi è stata affidata la 156 ma una piccola 106 1.3 Gruppo N (la palestra perfetta per chi vuole iniziare), con la quale ho trascorso due stagioni fantastiche e ricche di soddisfazioni, nelle quali alternavo il lavoro nell’officina “di famiglia” ai week end di gara. Purtroppo però questo ritmo è stato interrotto dalla chiusura temporanea della “mia” officina che mi ha costretto a trovare un altro lavoro, da un ricambista ad un chilometro da casa mia e, di conseguenza, a lasciare le gare.

Quel lavoro era perfetto: vicino casa, ben retribuito e per nulla faticoso. Perché non accontentarsi? Probabilmente perché sono un eterno bambino che vive e crede nei sogni. Così un giorno, di punto in bianco, mi sono licenziato, sono tornato a casa e, non ci crederete, mentre ero sul letto con la testa fra le mani pensando alla grande cazzata che avevo appena fatto, mi ha squillato il telefono.

Era Gian Pietro Pasquali (sì proprio il Gian Pietro della Countach V6 Turbo) che, grazie al progetto portato avanti con Davide, è ormai inserito nell’ambiente di Sant’Agata Bolognese: “Oi bello come va? Il proprietario di Imperiale Racing mi ha chiesto se conosco un meccanico per il suo reparto corse ed ho pensato a te, che non te posso vede’ a vende i ricambi! Se ti va vieni su dopodomani che te lo presento”.

Uno shock. Una coincidenza incredibile. Ovviamente ho accettato e mi sono precipitato presso la sede di Imperiale Racing, in compagnia del buon Gian Pietro e di Davide. Quei giorni per me sono stati surreali: in men che non si dica mi sono ritrovato catapultato a 500 km da casa mia, lontano dai miei amici, dalla mia ragazza, dai miei genitori, a fare un lavoro completamente diverso, in mezzo gente che non conoscevo. Giorni duri, nei quali la nostalgia e la paura avrebbero potuto prendere il sopravvento. Ogni volta che guardavo quelle Lamborghini o che un mio collega ne accendeva una però mi dimenticavo ogni preoccupazione.

Autocarrozzeria Imperiale è un’azienda che si occupa principalmente di verniciature di alto livello per le vetture di Lamborghini, Pagani e Dallara, che comprende al proprio interno un reparto Racing, con impegna le Huracan GT3 nell’International GT Open e le Huracan Super Trofeo nella serie ad esse dedicata e nel Campionato Italiano Gran Turismo.

La stagione 2017 è stata per me una sorta di mega esame di maturità: dopo essere sopravvissuto al mese di prova e all’iniziale diffidenza dei mei colleghi, mi sono stati affidati due compiti molto importanti: responsabile gomme per tutti e tre i campionati e secondo meccanico su una Super Trofeo nel Campionato Italiano GT.

Per fare questo lavoro devi essere pazzo. Il tuo tempo libero tende allo zero, devi essere sempre concentrato e, durante il periodo delle gare specialmente, devi dimenticarti di orari, riposi e cazzate varie.

Il tuo obiettivo è uno: far sì che le macchine corrano e non abbiano problemi, se ce ne sono li devi far sparire nel minor tempo possibile, dimenticati di tutto il resto. Se non hai una passione almeno infinita questo lavoro non fa per te…

La stagione è fuggita via veloce ed il mio Team ha fronteggiato tutti i problemi a testa alta, uscendone con il prestigioso Titolo Piloti e Team nell’International GT Open (campionato europeo riservato alle vetture di classe FIA GT3). Io, da parte mia, ce l’ho messa tutta assorbendo da chi è più esperto di me (cioè da tutti) come una spugna e, nonostante io sia solo un galoppino (per citare Aldo, Giovanni e Giacomo) il Team ha deciso di riconfermarmi per tutta la prossima stagione.

La strada per diventare un meccanico “completo” è davvero molto lunga, ma sono sicuro che un giorno leggendo queste parole mi farò una risata ripensando all’anno in  cui mi sono confrontato con i migliori e, se proprio non sarò riuscito nel mio intento, potrò dire di aver combattuto sul ring dei più tosti.

di Riccardo Liaci

Photo Credits: Fabio Principe – Imperiale Racing

 

(P.S. nel frattempo ho comprato una 147 GTA, ma questa è un’altra storia).

 

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