TEST in Pista: Le 5 migliori Honda VTEC per Davide Cironi

Non ci sono molte cose più divertenti di una macchina sportiva su una pista. Alcune, ma non molte. Per esempio è più divertente averne 5 di macchine sportive su una pista, tutte a disposizione dall’alba al tramonto. Abbiamo scelto quelle che, secondo noi, possono rappresentare al meglio la storia del VTEC Honda nelle sue diverse applicazioni e ne è venuto fuori che la più divertente è…

Se dovessi stilare una vera e propria classifica qui andrei in difficoltà, perché se le ho portate qui tutte il motivo è facilmente intuibile: le adoro tutte. Ma ci deve essere una numero 5, dunque proverò a fare ordine.

Forse alcuni se lo aspettano, forse siamo stati cattivi a buttarla nella fossa dei serpenti senza neanche quattro gomme a stampo per difendersi dal resto del gruppo, ma la Integra è forte per questo. Sta qui proprio per questo.

Lei è una vera stradale, insieme alla NSX le uniche due del test che possono definirsi davvero stradali. Dovevano affrontare il test proprio armate solo della loro purezza e ne sono uscite decisamente a testa alta.

Quinto posto con onore quindi per una delle migliori trazioni anteriori di sempre, nonché, come detto nel test dedicato a lei in Sardegna, una delle migliori sportive di sempre in assoluto.

4° posto; Devo metterla qui solo per due motivi. In primo luogo, non esiste. Dunque mi sembra difficile già pensarci e, a dirla tutta, sta qui solo perché è troppo folle, veloce, insensata e pericolosa per non trovare la scusa di usarla di nuovo dato il motore che monta.

Come avevo avuto già modo di apprezzare durante il terrificante test su strada di qualche anno fa, la Striker ti sconquassa gli organi interni.

Il problema è che non si tratta solo di forze fisiche, questa stronzetta cerca continuamente di intraversarsi e non lo fa in modo divertente e incitante come una S2000 oppure progressivo e prevedibile come una NSX. Lei lo fa per farti male.

La devo mettere in quarta posizione anche se è quella che mi ha fatto sudare e urlare di più, perché le prime due sono veramente un “qualcosa” e la terza incarna meglio la filosofia per cui il VTEC è nato. Abbiamo cercato di giustificarla così, lo sappiamo che in fondo volevamo solo stracciare gomme.

Quel film fece un mare di danni in testa a più di una generazione, ma quando passarono sul grande schermo quelle tre Civic nere con neon verdi, con quel rumore aperto e ronzante tipico del VTEC, TUTTI noi ci siamo gasati. Tutti noi. Dunque la faccia della EG6, per tanti motivi è un must.

Livrea JACCS, un motore “leggermente” diverso da quello che montava di serie, una lunga lista di modifiche operate da Pupazzo-R (mica l’ultimo degli scemi). Questa Civic è ormai nota a tutti i frequentatori di Track Day italiani perché veramente feroce.

Non ho resistito dal portarla nell’Autodromo di Modena, ormai il nostro proving ground abituale. C’entra? Non c’entra? Chi se ne importa, non pretendevamo di determinare una vincitrice assoluta, ma la mia preferita tra quelle che credo le più divertenti. Guardate il video per capire quanti lavori sono stati fatti sulla Civic…

Ne restano due a sfidarsi per il cuore di questo appassionato. Vanno fatte alcune premesse, una più di altre: se avessi trovato una NSX Type-R probabilmente non sarebbe stata la stessa cosa, così come se avessi portato qui una S2000 standard.

Quando penso alla Honda non riesco a figurarmi altro che il benedetto video di Senna a Suzuka con la NSX. Sono quelle cose che entrano sottopelle ad un malato di benzina come me.

Averla avuta in mano per un giorno intero sulle mie montagne, completamente isolato e solo per chilometri, mi ha fomentato ulteriormente e quando parlo della NSX non è difficile intravedere una certa luce nei miei occhi.

In pista va ancora meglio forse, libera di sfruttare l’impronta piatta e bassa che tutta l’auto impone sull’asfalto. Senza servo, senza pulsantini luminosi, poggiato quasi in collo ad un animale esotico e sempre amichevole, seppur forte e imperioso.

La S2000 non faceva ancora parte del mio bagaglio motoristico. Non ne avevo ancora mai guidata una, nonostante voi lettori (grazie sempre) mi proponiate e vostre ogni giorno per una prova. Tanti ne parlano bene, altri la definiscono impegnativa e bisbetica. Come sempre annullo ogni “pregiudizio” da sentito dire e giudico per quello che mi arriva alla schiena.

Qui sta il problema. Sinceramente quello che mi è arrivato alla schiena non è quello che mi aspettavo (e che in parte speravo, perché sono un vecchio romantico). La NSX e la S2000 mi hanno costretto a rivedere le mie idee su questo confronto improbabile.

La NSX è una vera supercar. Questo la porta automaticamente avanti in classifica, perché, non prendiamoci in giro, le supercar sono un’altra cosa.

Sono più romantiche, danno sensazioni diverse, irraggiungibili e ti lasciano costretto a ripensarci tutta la notte, forse tutta la settimana, dopo averle guidate. Stanno su un altro pianeta, diciamocelo.

Tuttavia, per quanto io sia letteralmente affascinato e rapito dal progetto NSX e dal suo invecchiamento da vino pregiato, durante questo test sono stato strappato via dalle accoglienti braccia della mia Honda preferita.

Una macchina alettonata e splitterata, gialla, spider, che non mi era mai interessata, ha rubato la mia attenzione totalmente dopo il primo giro di pista.

Che vi devo dire… Appena sceso dalla spiderina gialla ho guardato il proprietario e gli ho detto: “Abbiamo una vincitrice”. Non ho avuto il minimo dubbio, mi viene anche difficile capire il perché continuando a ricordare la NSX.

Il problema è che non ha nulla di nulla di niente che non risponde ai miei input e desideri nella precisa e perfetta maniera che mi aspetto e voglio. Se voglio che sia bastarda è bastarda, se voglio che sia brava è brava. Diventa un’estensione del mio umore.

Mi viene in mente una fidanzatina talmente sveglia da non lasciarti annoiare mai, con un piano diabolico pronto per ogni evenienza. Darti fastidio, farti ingelosire, tenerti sulle spine, usare la bocca nel modo più consono.

Tanto che, anche davanti una Top Model come la NSX, tu sia sempre rapito e convinto di volere lei nel tuo letto. Non ha le gambe lunghe come la Top Model, ma se un giorno non avrai voglia di stare impettito e impostato lei si infilerà le Superga e ti farà stare a tuo agio lo stesso.

Metafore femminili a parte, si guida in una maniera talmente adatta al mio modo di usare sterzo, freni, cambio e accelleratore, che dopo pochi giri me la sono sentita cucita addosso..

Questo, devo dire, mi è successo anche con un’altra giallina; la 348 Challenge. Per quanto sia maltrattata e poco considerata dal mondo intero, io mi ci sono divertito a livelli impensabili.

Forse vuol dire che non può esserci LA macchina migliore, ma al massimo la macchina preferita. In questo caso (finchè non proverò una NSX Type-R) per me e solo per me, è stata la S2000 Club Racer.

Responso inaspettato forse per molti, sicuramente per il sottoscritto. Non credevo che la Regina dei variatori sarebbe stata un’altra. Mi sbagliavo. Appena sceso dalla vincitrice, a metà giornata, sapevo già che non c’era scampo per le altre.

Non si tratta di tempi sul giro, di velocità pura o di prestazioni assolute, ma la S2000 Club Racer è esattamente quello che serve per una Road & Track Car. Almeno tutto quello che serve a me…

di Davide Cironi

foto: Andrea Recalcati

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