Tomaini Racconta: Carlo Abarth – Le Competizioni e i Record

Antonio Tomaini è stato per 13 anni Responsabile della Gestione Sportiva presso la Scuderia Ferrari Formula Uno. Ha vinto il DTM 1993 con Nicola Larini, che aveva già gestito da dietro al muretto della Osella F1, ritrovando presso Alfa Corse un marchio a lui ben noto; Abarth. In questa prima puntata di “Tomaini Racconta” ci parlerà proprio del suo periodo torinese sotto il marchio dello Scorpione, della collaborazione spalla a spalla con il fondatore Carlo Abarth e di quest’ultimo come uomo. Testimonianze preziose di chi lì sui campi di gara era lucido ed attento protagonista.

Dal libro “Non ti guiderò mai” di Antonio Tomaini: “Era una delle sue peculiarità quella dell’interessarsi in prima persona, direttamente di tutto. Anche durante le gare andava a nascondersi in un punto ritenuto strategico del percorso per rilevare come i suoi piloti affrontavano quella curva, con che marcia, o dove frenavano per poi riprenderli vigorosamente se riteneva la manovra non ideale. Karl Albert Abarth nacque a Vienna il 15 novembre 1908 dalla madre Dora Taussig appartenente alla piccola borghesia viennese e dal padre Karl, originario di Merano, sottotenente dell’esercito imperiale asburgico a Vienna.

Fin da piccolo dimostrò interesse per la meccanica e l’agonismo. A sedici anni abbandonò i libri di scuola per gli arnesi d’officina. Attraverso tutto un percorso iniziato da apprendista, diventò collaboratore, poi pilota e infine inventore-costruttore delle moto con le quali corse. Un grave incidente nel maggio 1930, gli impedì il proseguimento dell’attività motociclistica sportiva. La presenza del notevole handicap, però non gli precluse la possibilità di continuare a gareggiare, rimediando sui sidecar. Con uno di questi, nel 1932, sostenne un’originale sfida di velocità con l’Orient Express, sulla tratta di 1.370 chilometri da Ostenda a Vienna conseguendo una vittoria che gli procura grande risonanza in tutta Europa.

Anche in questo nuovo ambito, l’inventiva gli fu d’aiuto per sopperire alle carenze fisiche. Realizzò un sistema a leva denominato “Schwingachse” (asse oscillante), con il quale poter dare la stessa inclinazione della moto anche alla ruota esterna del sidecar, ottenendo un considerevole aumento della velocità di percorrenza in curva che gli permise di conquistare la quasi totalità delle competizioni cui partecipò”.

“L’impressione avuta dal breve incontro con Abarth mi bastò a farmi l’idea di quanto dovesse essere severo nel dirigere quel suo piccolo impero del quale stavo per far parte. Io non ho fatto il servizio militare, ma credo di avere provato in quei pochi ma interminabili istanti, le stesse sensazioni di terrore e disagio che prova una “burba” di fronte, per la prima volta, al suo Colonnello”.

Di strada ne ha fatta quel ragazzo, ma la “infinità di anni“, come dice lui, passati, non gli impediscono di avere ricordi più che nitidi. Di questi potremo godere noi ascoltatori nelle prossime settimane, in attesa della pubblicazione del suo libro “Non ti guiderò mai”, edito con onore da Drive Experience e che sarà disponibile da Natale a fianco di “478 – I diari della Miura nera” nel nostro shop online.

di Davide Cironi

Antonio Tomaini sulla sinistra, Carlo Abarth al posto di guida.

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