VIDEO TEST: Peugeot 106 Rallye – Perchè tutti l’abbiamo desiderata almeno una volta

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Peugeot 106 Rallye 1.3

Un must per tutti i ragazzi degli anni ’90, una presenza immancabile nelle competizioni e un caratterino tutto da sfruttare. La 106 Rallye ha rappresentato per qualunque appassionato di motori almeno uno o due pensierini sconci. Il sottoscritto è andato molto molto vicino a comprarne una qualche anno fa, ovviamente nera, ma con il motore 1.6 cc 16v.

Non vi starò qui a ripetere quanto sia la scuola perfetta per chi vuole imparare a dominare una trazione anteriore con comportamento sovrasterzante, ve lo faccio proprio vedere cosa succede se si molla il gas di botto a metà curva:

Dopo aver stirato per bene la precedente 205 GTi 1.9 in un test svoltosi sulle stesse identiche strade, me la sono goduta ancora di più (nonostante la spinta e la coppia della 205 mi fosse mancata non poco), proprio perché mi piaceva molto la filosofia di Peugeot negli anni ’90 (e infatti avevo una 106 950cc a 18 anni come auto di tutti i giorni, poi una 206 1.4 HDI e con entrambe facevo delle grosse porcherie trattandole come muletti da guerra).

Le versioni serie, quindi le Rallye e poi le GTi o RC, sono sempre state un mio vago desiderio. Senza impegno, senza apparire, senza spendere, si poteva trovare un divertimento impensabile.

Non è da trascurare poi che erano veramente bellissime. Il Centro Stile Peugeot fu aiutato da Pininfarina e questo ha fatto sì che le linee della piccola fossero elegantemente sportive, sobrie e mai esagerate (come purtroppo spesso accade oggi).

Il vero miracolo però è stato trovarne una talmente di serie da essere quasi un miraggio. Credo che questa sia stata la prima da quando ho memoria che vedo senza assetto rasoterra (che è indispensabile), cerchi larghi, scarico Gr.N e altre modifiche irresistibili che tentano il possessore di 106 Rallye da che mondo è mondo.

Come detto nel video, la cosa più bella di questa macchina era che ti veniva venduta già come “project car”. Cioè tu dal concessionario uscivi con una macchina che già sapevi avresti dovuto completare a tuo gusto. E allora giù con i cataloghi aftermarket e notti insonni in officina per capire quale fosse l’assetto migliore, quali ammortizzatori con quali molle, quale scarico, quale gomma… Non si finiva mai.

di Davide Cironi

Foto: Stefano Ianni

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