Honda NSX – L’Impero d’Oriente non cambia Regina

Honda NSX – L’Impero d’Oriente non cambia Regina

Quando la NSX fece la sua comparsa nel mondo delle supercar nel 1990 il popolo europeo guardava ancora ad Oriente con una certa diffidenza. O forse con un po’ di timore.

Due uomini molto vicini ma provenienti da luoghi altrettanto lontani furono testimoni di una minaccia giapponese che ancora oggi fa sussultare chi non voleva crederci: Gordon Murray, direttore tecnico McLaren F1, e Ayrton Senna, pilota del team bianco e rosso che univa la tecnologia giapponese con l’estro inglese.

Il primo, insieme ai suoi regali baffoni, era stato a Tochigi per affari suoi e della sua F1, aveva visto il prototipo della NSX e l’aveva guidato. Gli piacque? Basta pensare che poco dopo tenne ben a mente quella macchina per sviluppare una delle migliori supercar della storia (se non la migliore): la McLaren F1 del ’94.

Il secondo, pilota leggendario già in vita e sparito proprio nell’anno di nascita della supercar inglese a guida centrale, fu coinvolto nello sviluppo della NSX e ne seguì svariate fasi di collaudo.

La struttura e il telaio studiati da Honda prevedevano un larghissimo utilizzo di alluminio, esteso anche sospensioni e alla carrozzeria, che non la rendevano una superleggera (1300 kg circa, 1230 kg per la NSX-R) ma molto più rigida di una concorrente pari peso in materiali standard. In questo modo la potenza di 285 cv imposta dal gentlemen agreement giapponese (le case si impegnavano a non produrre sportive con potenza superiore per frenare la corsa alla cavalleria che la tecnologia stava trascinando in quegli anni.

Sulla NSX il collettore di scarico identico a quello di una Fiat 127 strozzava di proposito il buon motore per rientrare in questi canoni) che sviluppava il 3.0 V6 VTEC bastava a renderla veloce abbastanza da impensierire le migliori sportive dell’epoca, soprattutto quelle come Porsche che si offrivano come perfette daily driver o gran turismo da lunghe percorrenze.

E’ vero infatti che la reginetta di casa Honda poteva e può ancora essere usata come prima auto, proprio come fa il proprietario di questa che sto guidando, a parte forse per l’altezza da terra del tetto da Ford GT40, veramente estrema, e che la sua manutenzione era tutto sommato economica (certamente più di quella che vincolava un proprietario di 348 TB o di Diablo).
Come va sulle strade più belle d’Italia? Andiamo a scoprirlo insieme nel video.

Honda NSX – Davide Cironi Drive Experience (ENG.SUBS)

Motore : 6 cilindri a V
Cilindrata: 2.977 cc
Alimentazione: Benzina
Potenza: max/regime 201 KW (274 CV) 7.300 giri/min
Coppia massima: 284 Nm
Trazione: Posteriore
Cambio: Automatico
Marce: 5
Velocità max: 270 km/h
Accelerazione 0-100km/h: 5,9 secondi

Carrozzeria: Coupé
Numero porte: 2
Numero posti: 2
Bagagliaio: 154 / – dm3
Capacità serbatoio: 70 litri
Massa in ordine di marcia: 1.370 kg
Massa rimorchiabile max: 0 kg
Lunghezza: 443 cm
Larghezza: 181 cm
Altezza: 117 cm
Passo: 253 cm

Foto di Thomas Farina

www.thomasfarina.com