Una A112 Elite al Rally di Sanremo (Campionato Italiano Regolarità a media)

Prima di iniziare a raccontarvi il nostro Rally di Sanremo vorrei tornare indietro nel tempo con voi a quando, poco più di un bambino, osservavo a bordo strada le auto da rally sfrecciare sulla polvere delle strade Toscane.

Mi ricordo di quegli anni tutto, dal sapore della polvere alzata dai veicoli che sfrecciavano sulle strade asciutte, all’emozione che generava il suono degli scarichi nel mio ventre, alla calda mano di mio papà che non mi abbandonava mai sempre vigile e attento, al camper sul quale seguivamo la carovana del rally tra le varie prove speciali.

Le settimane prima della partenza, sui banchi di scuola, la mia era solo una presenza fisica, il cuore, l’anima la mente erano già proiettati verso quello che sarebbe stato. Di lì a poco avrei assistito ad uno degli spettacoli motoristici più importanti del mondo. La mia voce squillante avrebbe lacerato l’aria gridando i nomi dei miei beniamini e lo spettacolo avrebbe riempito i miei occhi.

Ritornando ad oggi, uomo di 40 anni, mi rendo conto che dentro nulla è cambiato. Il tempo è passato e la vita mi aveva portato lontano dalla mia passione. Tuttavia un giorno, nel 2014, siamo ritornati ad assistere dopo tanti anni ad una manifestazione motoristica ed indovinate era proprio il Rally di Sanremo. In quell’istante capii, che se vi fosse stata anche solo una possibilità di partecipare, l’avrei colta senza indugio.

Inizia così il nostro avvicinamento al mondo della regolarità, disciplina motoristica che per chi ha tanta passione come noi e un budget limitato può dare grande soddisfazione. Infondo anche negli anni ’70 spesso si correva proprio con l’auto di famiglia, la stessa con cui magari la vostra mamma andava a fare la spesa. Chiedete pure anche a personalità di spicco del mondo dei motori come hanno iniziato e non stupitevi di scoprire che grandi campioni del passato, prima degli ingaggi dei costruttori, hanno fatto esattamente così.

Allora anche noi potevamo tentare, allora anche noi potevamo sognare prima e realizzare dopo di accendere i fari supplementari della nostra A112 proprio in quella corsa tanto amata. A Settembre 2018 inizia il nostro progetto. La A112 Elite doveva ricevere le giuste cure e attenzioni per diventare una vettura in grado di affrontare le prove dei Vignai, San Romolo, strade difficili e tortuose dalle condizioni meteo imprevedibili e così l’abbiamo portata dal nostro meccanico. Maurizio coadiuvato da Antonio per la meccanica ha saputo darle una seconda vita.

Pensate che ha accettato di aiutarmi nella messa a punto della macchina, lui che aveva abbandonato le competizioni da almeno 20 anni. È stato bello lavorare insieme a mio padre e all’amico di famiglia di vecchia data e vedere la loro passione fluire nel loro lavoro e nella lamiera della nostra A112. Questo amore e cura per la vettura, aggiunta ad un’attenzione per il dettaglio quasi maniacale per la messa a punto, hanno regalato alla nostra Elite la gioia dei suoi circa 50 cavalli. Poche auto oggi con questa potenza sono in grado di darti tanto e lei invece ha saputo regalarci un sogno. Spesso scherzando con gli amici dico che se avessi una Ferrari al posto della nostra Elite le persone per strada si fermerebbero meno a guardarla.

E così abbiamo rifatto completamente il motore, il cambio e la frizione. Impianto elettrico notevolmente migliorato. Particolare attenzione alla sicurezza e quindi freni e sospensioni più rigide hanno completato il quadro. Il risultato è comunque sempre una vettura essenzialmente di serie la cui scocca è stata messa a nudo e che grazie alla nuova verniciatura ha ripreso lucentezza.

La Coppa dei Fiori 2019 (Campionato Italiano Regolarità a media) permette a vetture come la nostra di partecipare. Nella regolarità a media si gioca sulle prove speciali dei campioni del CIR. Si tratta di percorrere la prova non nel minor tempo possibile ma ad una velocità media imposta da tabella tempi che sarà comunicata dagli organizzatori il giorno della gara. Una penalità ogni 10 decimi di secondo sarà inflitta all’equipaggio secondo controlli segreti disseminati lungo la prova. Così i mesi tra Settembre e Aprile sono stati dedicati alla preparazione della vettura ma anche degli strumenti e dell’equipaggio. Si tratta di una disciplina nella quale l’affiatamento con il proprio navigatore può fare la differenza e spesso non è semplice raggiungere il giusto livello di empatia. Circa tre settimane prima della partenza per Sanremo avevamo raggiunto un buon livello e ci sentivamo pronti. Finalmente la passerella davanti al Casinò avrebbe accolto le nostre quattro piccole gomme e saremmo saliti in alto, sulla pedana come i campioni del passato e del presente. Un’opportunità costruita nel tempo, fatta di sacrifici, rinunce e lotte ma che finalmente era alla porta e bussava per noi.

Il primo giorno di ricongnizioni, proprio mentre approcciavamo alla prima prova un guaio meccanico ci ha fatto trasalire. Sulla prova dei Vignai, mentre il temporale infuriava osservavo il motore della nostra vettura comunicando al telefono con Antonio il meccanico e cercando di individuare il problema. Una perdita di olio dalle ragioni sconosciute finiva sul collettore della marmitta e tutto l’abitacolo era invaso dal fumo. La nostra avventura doveva finire così? Infondo era solo mercoledì. Forse il problema era meno grave di quanto sembrasse. Dopo ore di telefonate e grazie all’aiuto di un’officina di fortuna trovata lungo la strada, abbiamo sostituito il filtro dell’olio e capito che sotto pressione la perdita proveniva da lì. A quel punto erano le 18:00 del mercoledì e senza perderci d’animo abbiamo fatto scrupolosamente le ricognizioni di ben tre prove chiudendo la giornata intorno alle 23:00. Il giovedì passa veloce e piano piano l’ansia generata dal guasto del giorno prima che poteva compromettere tutto svanisce nell’avvicendarsi delle curve e dei numeri degli strumenti. Il sorriso inizia a comparire sui nostri volti e piano piano iniziamo a realizzare che quello che avevamo sempre sognato stava diventando realtà. Lungo il percorso subito dopo pranzo incontriamo alcuni amici, anche loro in ricognizione e decidiamo di fare un tratto insieme.

La sera pre gara è lunga e chiudiamo oltre le 2 del mattino per sistemare i dati raccolti nei due giorni di ricognizione. Siamo felici perchè tutto sembra al suo posto e ci sentiamo pronti per la prima giornata di gara. Spegniamo la luce e cerchiamo di riposare per qualche ora perchè domani sappiamo sarà una lunga giornata. Cosa è successo nei due giorni successivi non possiamo raccontarvelo. Un misto di emozioni fortissime, la concentrazione delle prove che passa dalla strada viscida e insidiosa che porta fuori strada qualche amico nella fredda notte della montagna Ligure. Nelle orecchie e negli occhi la sensazione di essere un pilota almeno per una volta e poi finalmente l’arrivo a Sanremo e la chiusura della prima giornata con un bel settimo posto assoluto. Ci guardiamo intensamente negli occhi, io e la mia compagna che è anche la mia navigatrice, e pensiamo che abbiamo fatto qualcosa che non immaginavamo. Ora le ore trascorse a studiare, allenarsi avevano più senso. Adesso avevamo anche una posizione in classifica da difendere o perchè no da migliorare ma questo l’avremmo visto il giorno dopo. Appoggiando la testa sul cuscino gli occhi osservano il buio della stanza ed una nuova speranza si accende. Forse domani potremmo essere tra i premiati. Quanto varrebbe una coppa alzata al cielo proprio sul palco del Sanremo? A questo domanda non posso dare una risposta in parole perché non ne esistono per descrivere quell’emozione.

Il giorno dopo decidiamo di cambiare la strategia di gara e di prenderci qualche rischio. Dopo la prima tornata di prove iniziano ad uscire i risultati. Siamo a metà gara del secondo giorno e per fortuna la nostra scelta risulta vincente e i dati dei cronometristi confermano le nostre intuizioni. Siamo sempre in settima posizione e ci stiamo garantendo un posto tra i grandi della disciplina, proprio tra coloro che tutto ci hanno insegnato. Sull’ultima prova un brivido gela il sangue nelle nostre vene. Il maltempo rende nebbiosa la discesa dalla montagna e le curve si scorgono appena. La giusta pressione dei pneumatici permette di staccare bene anche sul bagnato e quindi continuiamo a forzare l’andatura fino ad una staccata in curva a sinistra dove non riesco a controllare il pattinamento delle ruote e finiamo lunghi senza però sbattere contro il bordo strada. A quel punto pensiamo: è andata, piove, siamo pesantemente in ritardo e non recupereremo mai. Non ci lasciamo andare e ingrano la retro iniziando una discesa straordinaria verso il fine prova. I 150 metri di ritardo accumulati li recuperiamo subito nonostante l’asfalto scivoloso segnato dalla pioggia e chiudiamo anche questa prova speciale. Ora il responso è tutto in mano alle classifiche e mentre ci avviciniamo a Sanremo e alla pedana pensiamo. Davvero potremmo essere premiati? Non solo abbiamo vissuto il nostro sogno ma riceveremo anche un premio? Questo è troppo per non contenere qualche lacrima di emozione. Finalmente ci siamo, saliamo sul palco e lo speaker fa i complimenti alla nostra vettura per lo stato di conservazione. Vedo un mazzo di fiori in mano ad una bambina e le ragazze iniziano a prendere le coppe e la targa. Non ci credo! Siamo settimi assoluti, secondi del nostro raggruppamento e primi di classe. Solleviamo la coppa al cielo perché così va fatto. Bisogna gioire quando le cose vanno bene senza veli e paure. La felicità non va celata e poi riavviamo il motore e ci lasciamo andare. È finita ma nulla sarà più come prima… nulla. Ci abbracciamo e poi incurante degli spettatori tutto intorno al di là delle transenne do un bacio anche a lei, la nostra A112 per averci portato sani e salvi al traguardo e per non averci abbandonato lungo la gara.

A112 Elite possiamo dirlo una vettura con cui è stato possibile realizzare un sogno. Nel corso del 2019 parteciperemo ad altre due prove, il 31 Maggio al Campagnolo Storico e il 22/23 Giugno al Rally della Lana storico. Vi diamo appuntamento lungo il percorso di gara o, perché no, se la curiosità di provare la disciplina è forte come è stato per noi, magari tra gli avversari.

di Stefano Cenna

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