Alfa Romeo Giulia: Delusione o successo? La nostra opinione

La Alfa Romeo Giulia è stata per me Auto dell’anno, altro che Peugeot 3008. Non scherziamo. Ma cos’è andato storto?

Alfa Romeo Giulia

Ora che l’onda anomala creata dal lancio della nuova Giulia si è andata dissipando negli oceani del mercato internazionale, è giustamente il momento di fare un’analisi disinteressata, non più distorta dall’entusiasmo dei primi mesi. La domanda di un lettore qualche giorno fa mi ha spinto a scrivere un post di quattrocento parole, così ho pensato che fosse meglio farne un breve articolo.

 

Sicuramente è speciale, come potrebbe non esserlo. Gestita male, con un marketing debole, senza personalità, diretto dove a nessuno importava e sordo alle vere esigenze dei clienti Alfa Romeo. Pubblicità terribili, fotografie ufficiali di presentazione fatte come se si trattasse di una Matiz (la Giulia ha fanale anteriore lungo e sviluppato sul 3/4, fotografandola di 3/4 con un’ottica sbagliata la si rende facilmente “tutta faro”, rendendola molto meno armoniosa di quanto non sia in realtà). Come rovinare il lancio di un’auto attesa da mezzo mondo con una foto sbagliata. Per fortuna che la sua nomea se l’è fatta da sola, grazie alle ineccepibili doti dinamiche.

Alfa Romeo Giulia

Passi il fotografo, ma tutti gli altri non se ne sono accorti? I designer sì, ed erano disperati per essersi visti graffiare il duro lavoro di mesi. Nonostante tutto questo, per fortuna, ci hanno pensato alcuni comunicatori esteri a renderle merito (quasi sempre inglesi) almeno a livello estetico.

evo Car of the Year 2016

Purtroppo FCA insiste a non fare differenza tra le teste di Fiat, le teste di Abarth e le teste di Alfa Romeo o (r.i.p.) Lancia. Vengono spostati uomini e donne continuamente, con una strategia all’americana, lasciando poche figure di riferimento a gestire l’immagine e le decisioni di una macchina che poteva sfruttare lo sforzo tecnologico in modo molto più proficuo. Hanno puntato tutto sul dare un’immagine premium, andando a sfidare chi di modelli premium non ne fa due, ma venti. Hanno puntato a ricalcare dei tratti di altre marche, portando NON la gente stupidamente ad abboccare ma piuttosto, al contrario, a dire “ok, se sono simili, preferisco andare sul sicuro“.

Alfa Romeo Giulia

(ecco, questo è uno scatto giusto)

Invece, una macchina come Alfa Romeo Giulia, doveva prendere alla gola l’ego dell’acquirente. Il lato passionale ed elegante, unico e personale di ogni cliente, non solo degli intenditori. Lo fecero con la 156, e il “giorno dopo” le strade erano infestate. Perché la 156 era unica, in mezzo ad una marmaglia di vetture simili tra loro lei si distingueva, non solo per uno scudetto. Non ebbe bisogno del terzo montante ricopiato e della seconda maniglia sul fianco “per dare un’immagine più seria“.

Hanno voluto dare un’immagine premium, con il risultato che chi voleva una macchina premium ha continuato a comprare Audi, BMW e Mercedes per puro status symbol, all’amo di un marketing più esperto e spregiudicato, mentre chi voleva una macchina intrigante (ma alla mano) si è lasciato spaventare da questa insistita immagine premium e non l’ha comprata lo stesso, per paura di apparire male, con una baby Maserati difficile da giustificare. Kia insegna.

Alfa Romeo Giulia

L’immagine altezzosa che le hanno voluto dare non è stata accompagnata da un lato meno snob, più complice, indispensabile per instaurare un rapporto uomo-macchina prima ancora dell’acquisto. La Giulia è stata vista come un sogno difficilmente realizzabile dai moderni alfisti incalliti, come se parlassimo di una macchina molto più costosa di quello che è. Dagli alfisti fondamentalisti, attaccati alla vecchia guardia, è vista come una minaccia al torpore dell’ormai collaudato “Alfa è morta con la 75“, ed è vista infine come un’outsider distaccata e malpromossa da chi di auto non capisce molto ma ha bisogno di acquistare una berlina media.

Alfa Romeo Giulia

Se parliamo di me, devo dire che non faccio troppa eccezione. In modo differente da parecchi, io ho vissuto questa macchina intimamente in un momento molto delicato della mia crescita personale e professionale, quando ogni mio movimento era spiato e giudicato brutalmente. La presi per quello che sono, un appassionato. So per certo di aver convinto con il mio servizio di Balocco uno stupefacente numero di altri appassionati a spendere i circa 90.000 euro del prezzo di listino della Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, e parlo solo di quelli che si sono premurati di venirmi a dire: “l’ho comprata dopo aver visto il tuo test“. Posso immaginare che ce ne sia stato anche qualcun’altro in giro per il mondo, senza rischiare di apparire presuntuoso.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio – Davide Cironi Drive Experience (SUBS)

Sono molto affezionato alla Giulia, sopratutto alla Quadrifoglio, questo non è un segreto. Non sono un alfista, io sono un appassionato di motori. Non voglio bene ad un marchio, io voglio bene all’Automobilismo, che ha bisogno di Alfa Romeo. Spero capirà chi di dovere che con le ricerche di marketing, senza sensibilità umana ed estro personale, non si fanno miracoli economici (non con un Marchio che si basa sulla passione). Detto questo, il lettore mi aveva chiesto che ne penso della macchina in sé, al di là del suo ruolo per FCA.

Alfa Giulia Quadrifoglio – Nuovo record Nurburgring

A livello dinamico dunque, dove il marketing ha poca voce in capitolo, la macchina è assolutamente speciale. Divertente, veloce, instabile solo se si vuole, tecnologicamente un passo avanti a tutta la concorrenza. Un capolavoro volto al puro piacere di guida e adatto ai più blasfemi pruriti. La Quadrifoglio non ha molti difetti sotto questo punto di vista, chi dice il contrario mente.

Alfa Romeo Giulia

La Alfa Giulia normale però ha subito nuovamente delle ingiustizie, delle scelte inconcepibili, come le disponibilità di cambio manuale solo su certe versioni, l’impossibilità di disinserire controlli elettronici tranne sulla Quadrifoglio da quasi 100.000 euro. Se fossi un avvocato chiederei agli amici di FCA: “Volete davvero dare l’idea al mondo che ci si può divertire su un’Alfa Romeo moderna SOLO se si hanno 100.000 euro da spendere“?

Alfa Romeo Giulia

La base delle Giulia civili è la stessa della versione da 510 cv, il divertimento sarebbe assicurato. Eppure, no. Chi compra la diesel o la benzina meno potente non può assolutamente godersi una scodata né può essere libero di fare della sua Giulia quel che preferisce. Può farlo solo chi ha 100.000 euro. Immagine premium – altezzosa – antipatica alla maggiorparte degli appassionati. Fallimentare, almeno per il mercato italiano (di cui sappiamo non fregare molto a chi di dovere).

Alfa Romeo Giulia

A dare la cantonata finale ci ha pensato lo spot televisivo che, aderendo a non si sa quale psicologia inversa da biscotti della fortuna cinesi, ci suggerisce: “La soluzione più semplice sarebbe scegliere la solita berlina tedesca. Non hai bisogno di quest’auto. Ed è per questo che la vuoi”.

Ma davvero con tanti argomenti da trattare riguardo una macchina così importante dobbiamo sentirci dire queste parole? Un autogol in finale ai Mondiali? Non è una novità che il mondo della pubblicità sia scaduto in una maniera preoccupante negli ultimi decenni, almeno per quanto riguarda la TV italiana, e capisco finché si parla di pannolini o Dacia Sandero, ma possibile che non si sia in grado di affidare l’ultima speranza del più nobile Marchio della storia italiana a qualcuno in grado almeno di non far danni? Bastava farla scorrere sulle stesse strade, senza musica, nel silenzio dell’alba milanese, per qualche secondo. Fine.

Alfa Romeo Giulia

Bastava dire solo la verità: la nostra Giulia è più bella, veloce e sensuale delle concorrenti. Se l’avessero fatta in funzione di questo, lasciando il terzo montante e la seconda maniglia come sulla 156, con un taglio più sinuoso della portiera posteriore sul passaruota, se ne sarebbe accorto chiunque della differenza. Guardate la 156 ancora oggi, non ha una sbavatura. Walter De Silva lo avete lasciato andare a risollevare Audi, che quando è arrivato lui faceva dei carri funebri.

Le berline Audi sono diventate più belle, ma di certo non si sono disegnate da sole. Fate confronto con le Audi pre-De Silva e poi ditemi se il disegno non conta. Audi ha venduto le stesse soluzioni tecniche arretrate per decenni con un nuovo bel vestito sopra che rendeva i modelli incredibilmente appetibili. Gran marketing, gran disegno, sciocchezze di lucine ed infotainment – ecco un impero.

Sto nuovamente divagando nel marketing che davvero non mi compete. Resta il fatto che chi ha progettato e sviluppato le Giulia ha fatto un lavoro encomiabile, praticamente perfetto. Non si può dire lo stesso della parte elettronica e di gestione motore sulla Quadrifoglio, ma è già stato un miracolo così. Spero davvero che i tanti bravi cervelli alle dipendenze di FCA vengano prima o poi messi in condizione di esprimersi come meritano, al di là di questo mio poco utile articolo che speravo di scrivere a mente fredda, non riuscendoci. Non è bello invaghirsi di una ragazza con un gran carattere e doverci rinunciare per colpa delle scelte che fa la sua famiglia.

In conclusione quindi: Certo che è davvero speciale. E no, non l’ho assolutamente dimenticata, né mai lo farò.

di Davide Cironi

Alfa Romeo Giulia

 

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