TOURIST TROPHY 2016: L’Europa in sella a due R6 (ULTIMA PARTE)

Abbiamo lasciato l’Isola di Man da poche ore e solo l’emozione di risalire in sella verso una nuova meta riesce ad alleviarne la nostalgia. La curiosità di arrivare sull’Isola di Skye, situata all’estremo nord della Scozia, alimenta la nostra voglia di divorare chilometri spingendoci a coprire distanze insperate. La strada verso Glasgow si presenta da subito meravigliosa. Il traffico corre veloce e le tre corsie ci permettono di mantenere andature costanti.



D’un tratto l’autostrada che ci ha accompagnato in giro per tutta la Gran Bretagna lascia spazio ad una piacevolissima strada tortuosa che si insinua tra le colline scozzesi. Metro dopo metro il paesaggio si colora di quel verde scintillante che ognuno di noi collega al territorio scozzese. Le highlands sono arrivate!


La prima notte decidiamo di passarla a Fort William. La città è tanto bella quanto colma di turisti provenienti da tutto il mondo. Troviamo immediatamente un campeggio dove passare la notte. È tempo di riposare, domani ci aspetta una lunga strada che ci porterà al giro di boa del nostro viaggio: l’Isola di Skye. Sono appena le sette del mattino quando ci rendiamo conto di essere troppo eccitati per dormire. Stiamo per mettere le ruote ad una latitudine che da casa sembrava lontana anni luce. La strada che ci sta conducendo verso l’Isola è veramente una goduria! Trattasi di trecento chilometri di curve in rapida successione, spalmate su una larga lingua d’asfalto nero come pece, nessun tornante a costringerci a decellerare. Con il sorriso impresso dentro al casco arriviamo di fronte al lungo ponte bianco avorio che collega la Scozia all’isola di Skye. Mentre attraversiamo il mare del nord sulle nostre R6 sentiamo un brivido appagante scendere lungo il paraschiena.. è fatta!!!
Prima che faccia buio decidiamo di cercare una sistemazione per la notte che troviamo in quel di Portree. Ci sistemiamo in un’area attrezzata che fa proprio al caso nostro. Piantiamo la tenda, togliamo le borse dalle moto, una rapida doccia calda andiamo a goderci una meritata cena in paese. L’atmosfera che si respira è semplicemente meravigliosa. La cordialità della gente del posto ci lascia sbalorditi. Voglio trasferirmi a vivere in questo angolo di paradiso!


Non ci sono parole adatte a descrivere questo luogo. I colori, le piccole stradine interne, le scogliere a picco sul mare e le montagne che vigilano su di esse rendono quest’isola unica al mondo. Tanti sono i posti da visitare e troppo pochi i giorni per farlo. Non c’è tempo da perdere! Due sono le attrazioni assolutamente imperdibili a Skye : una lunga passeggiata in montagna per visitare l’Old Man of Storr e il tramonto su Neist point.

Le previsioni metereologiche non ci lasciano grandi speranze per tutta la durata della nostra permanenza ma, come ci viene riferito dagli abitanti del posto, il meteo scozzese è assolutamente imprevedibile. È ancora mattina quando decidiamo di saltare in sella verso il sentiero che conduce all’Old Man of Storr. Pochi sono i chilometri da percorrere ma la strada tortuosa ed il paesaggio che la abbraccia rendono questo spostamento qualcosa di indimenticabile. Parcheggiate le R6 intraprendiamo il sentiero che conduce in vetta. Dopo circa due ore di cammino ci troviamo di fronte al celebre gigante di pietra che sornione vigila sull’intera valle sottostante. Ho sempre avuto il desiderio di vederlo con i miei occhi ed oggi posso toccarlo con mano.


Neanche il tempo di scattare le prime fotografie che il vento inizia a soffiare prepotente fino ad avvolgere l’intera montagna tra le nuvole. La visibilità diventa esigua e fatichiamo a ritrovare il sentiero. Dopo circa un’ora di attesa decidiamo di riscendere onde evitare ulteriori peggioramenti climatici. È già sera quando la Scozia del nord decide di distruggere le nostre speranze di godere del tramonto sul Neist Point scaricando secchi d’acqua dal cielo. Dobbiamo pazientare e sperare che l’indomani il tempo migliori.


È il nostro ultimo giorno in questo angolo di paradiso, lunga è la strada verso casa e non possiamo trattenerci ulteriormente. Oggi attreverseremo l’intera Skye con la speranza di godere del sole che scende dipingendo il Neist Point. Trattasi del celebre faro posto sull’estremità di un lungo promontorio all’ultimo nord-est dell’Isola.
Arrivati sul luogo i nostri occhi non possono credere alla bellezza di questa vista. Resto seduto un paio d’ore fissando quel faro in lontananza che in me simboleggia ora un punto d’arrivo, da questo momento non rimane che girare le moto verso sud e tornare a casa. Provo una sensazione di benessere ma anche tanta nostalgia, più a nord di cosi non si può più proseguire!

Come nella più bella delle favole, la Scozia decide di ripagare tutte le fatiche e le avversità che abbiamo incontrato dal giorno della nostra partenza lasciando che il cielo si apra per dar spazio ad un tramonto senza eguali. Il sole che scende sul mare colora il promontorio di un rosso acceso ed il clielo sopra di esso.
Increduli scattiamo qualche foto da riportare per sempre con noi in ricordo di quel momento. Una grande barca a vela decide di pavoneggiarsi davanti ai nostri obbiettivi nel momento più propizio. Sono di fronte ad uno spettacolo che non potrò dimenticare mai


Siamo quasi alla metà di Giugno quando, riponendo le borse sulle nostre moto, ci rendiamo ufficialmente conto che stiamo iniziando la lunga discesa verso casa. La prima tappa ci vede attraversare le Highlands Scozzesi fino a Edimburgo passando per il lago più famoso della Scozia: Loch Ness.
Una pioggia torrenziale ci rende impossibile godere del viaggio. Le nostre moto galleggiano sul fiume d’acqua che si riversa sulla strada. È rischioso e dovremmo fermarci aspettando un miglioramento ma il meteo non lascia speranze: pioverà tutt’oggi, domani e anche il giorno seguente. Arriviamo alla capitale scozzese bagnati come pulcini, dall’abbigliamento waterproof fin’anche all’interno del casco! Nulla ha resistito a 500 km sotto il diluvio universale. Siamo costretti a trovare un hotel provvisto di lavanderia per asciugare tutte le nostre cose.


Edimburgo si rivela all’altezza della sua fama. Assolutamente la città più affascinante che abbiamo vissuto durante il nostro viaggio in Gran Bretagna. Una capitale ricca di attrazioni e luoghi da visitare tanto vicini tra loro da potersi spostare unicamente a piedi. Dopo una ricca cena e qualche bicchiere di troppo nei pub più caratteristici della città decidiamo di andare a riposare. Domani ci aspettano diversi chilometri fino al porto di New Castle da dove saluteremo l’Inghilterra per raggiungere l’Olanda via mare.
È mattina presto quando, dopo aver riconsegnato le chiavi della camera, accingendoci a riporre le borse sulle moto, noto che i cavi del blocchetto d’accensione di una delle nostre Yamaha sono stati tagliati nel tentativo di rubarla.

Dopo circa due ore di tentate riparazioni dobbiamo arrenderci… I cavi sono stati tagliati troppo corti per poter effettuare una riparazione di fortuna e non ci resta che aspettare lunedi per portarla da un elettrauto. Passiamo la domenica mangiando e bevendo per dimenticare il guaio nel quale siamo incappati. È lunedi mattina quando iniziamo un interminabile giro di chiamate che ci porta a travare una persona in grado aiutarci. In poche ore ci restituisce la moto e, forse addolcito dalla storia del nostro viaggio, non abusa neanche della situazione chiedendoci cifre esorbitanti. Veloci come solo i ritardatari sanno essere percorriamo la strada fino al porto di New Castle dove ci aspetta una gigantesca nave che ci condurrà fino ad Amsterdam.


Cosa abbia da offrire la capitale olandese a due stanchi viaggiatori lo sanno bene tutti. Sostiamo solo per un giorno e una notte ma avremmo voluto stare molto di più. Questa rappresenta l’ultima vera attrazione del nostro viaggio, quell’ultima meta raggiunta prima del grande ritorno a casa.


Davanti ai nostri occhi ci sono circa duemila interminabili chilometri da percorrere senza lunghe pause. La striscia continua che corre accanto alle nostre moto è l’unica compagna di viaggio. Milioni di pensieri e ricordi mi tengono compagnia sotto la visiera facendomi rivivere la nostra avventura iniziata oramai un mese fa…
È la metà di giugno quando di fronte a noi si palesa l’inizio di una strada che conosciamo bene: è il valico del Gran San Bernardo. Uno strano brivido mi ricorda che quel passo di montagna è tutto ciò che mi separa da casa. Molto pensieroso, con le gomme oramai esauste dal lungo viaggio, inizio la danza tra i tornanti alpini. Quando arriviamo in vetta la soddisfazione di essere rientrati in Italia è talmente forte da imporci di accostare le moto e godere della splendida vista “polare”.


Che strana sensazione respirare di nuovo l’aria di “casa”…
La prima sosta per mangiare un boccone ci ricorda perchè la cucina italiana sia osannata in tutto il mondo. La cartina non serve più, sappiamo esattamente dove andare e come arrivarci. Una lunga tirata e i nostri occhi stanchi da sotto le scure visiere riconoscono un paesaggio familiare. Siamo arrivati a casa!
Optiamo per un’ultima sosta prima di tornare alle nostre famiglie. Parcheggiamo le moto in pieno centro città e, soli come lo siamo stati per un intero mese, decidiamo di andare a berci un buon bicchiere di vino presso la nostra taverna preferita: “il Boss”. Con il ghigno sul viso di chi sà di aver compiuto qualcosa di importante riaccendiamo per l’ultima volta i motori e andiamo a riabbracciare i nostri cari. La serranda del garage si alza, stacco la frizione per l’ultima volta, quell’ultimo giro di ruota che scrive la parola fine su questa grande avventura. Giro la chiave ed uno strano silenzio invade il garage…
Fumo una sigaretta accarezzando la mia moto, provo una gratitudine nei suoi confronti che non credevo avrei mai potuto nutrire verso un mezzo meccanico. Abbiamo vissuto oltre un mese insieme, percorso quasi diecimila chilometri dipendendo l’uno dall’altra, sognato mete impossibili e vissuto momenti impagabili. Vorrei dirle centinaia di parole e coprirla di regali ma, abbassando la serranda del garage, riesco solo a dirle tre parole: ti voglio bene!

di BRAY HILL

TT: Yamaha R6 – 9.000 km – on the Road to Tourist Trophy | Drive Experience