Intervista a Giampaolo Benedini: Designer della Fabbrica Bugatti e della EB110

L’architetto Giampaolo Benedini fu incaricato dell’arduo e pregevole compito di disegnare una delle Fabbriche automobilistiche più innovative e ambiziose del suo tempo, gli stabilimenti Bugatti di Campogalliano.

Non solo Benedini affrontò questa sfida tornando a “fare la professione in un modo antico, che era quello di essere in cantiere tutto il giorno e di decidere strada facendo quello che c’era da realizzare“, ma, quando i primi due prototipi di Marcello Gandini non trovarono il placet del presidente Romano Artioli, quest’ultimo chiese al suo architetto di ritoccare anche la EB110, sostenendo che la vettura fosse troppo Gandiniana e, a detta sua, di conseguenza Lamborghiniana.

Dunque della Bugatti EB110 si è sempre scritto che fu figlia di Paolo Stanzani, ma in realtà la vettura finale e definitiva era molto lontana dai primi progetti con telaio in Honeycomb presentati dall’ex-Lamborghini, così come il disegno definitivo è fermamente rinnegato dal Maestro Gandini, che mai ha nascosto la sua opinione perfino riguardo le sue stesse prime proposte per Campogalliano. L’uomo che ascolterete in questo video estratto dallo Speciale Bugatti Corse è stato dunque la mano sospesa sui fogli di disegno che hanno definito l’identità finale della Bugatti Italiana.

Intervista a Giampaolo Benedini: Designer della EB110 e della Fabbrica Bugatti

Come accennato nella parte conclusiva dell’intervista, Giampaolo Benedini ha poi preso parte alla rinascita della Lotus tramite la Elise S1 che vide la luce sotto le ali dello stesso Romano Artioli, pochi anni dopo aver visto sigillare il proprio sogno dai nastri a Campogalliano.

Vi racconto una cosa che a me è piaciuta molto e che dall’intervista non può trasparire se non vagamente; ero ad Imola durante un evento motoristico di livello molto alto, con vetture storiche da corsa che non si trovano facilmente nella vostra officina di fiducia. Passeggiando per il paddock, ad un certo punto, passa l’architetto Benedini su uno scooter, con la tuta ignifuga sbracata in vita e mi saluta con un cenno alla Nuvolari, sparendo verso i box per infilarsi nella sua Chevron B16.

di Davide Cironi

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