Questa Delta Integrale 16v non molla mai, decide lei e guai a chi la tocca

Il calzolaio, si sa, ha le scarpe rotte. Così, un mio caro amico meccanico professionista, da quando lo conosco, non è ancora riuscito a fare una sola messa a punto, ma che dico, un solo controllo alla sua Delta Integrale 16V prima di una manifestazione o di una gara di regolarità.

Con l’avvicinarsi di un evento, in genere un paio di giorni prima a voler stare larghi, la sua auto compare tutta speranzosa nel parcheggio davanti all’officina, e li puntualmente rimane senza venire minimamente considerata fino a che non se ne torna a casa, in pratica la sera prima dell’evento stesso. A volte capita che una gara comprenda una parte di percorso in notturna, così la sua Delta ha almeno modo di entrare felice in assistenza nel capannone, avendo la possibilità di vedersi montare un cofano motore diverso, quello con la fanaliera già pronta, montata fissa sul bordo anteriore. Ovviamente la macchina sa già bene che questo cofano se lo dovrà tenere montato fino alla gara successiva od anche oltre, per i soliti motivi di scarso tempo disponibile.

Ma quella è veramente una macchina fuori dal comune, come anche la sua affidabilità ultra ventennale. Non molla mai. Così è capitato un giorno che, con queste consuete e ricorrenti premesse, un’altra gara è stata vissuta, spalmata in un weekend, nel sole, di notte, nella pioggia, nel fango, a tutti i regimi motore e con tutti i bar che la sua turbina può erogare fino a soffiare (o forse sbuffare) dai manicotti in basso, che come sempre mal tollerano le fascette.

Quasi 150 km di gara. Non una lamentela, non un momento di incertezza, non un cedimento di carattere. Ad un certo punto, però, “decide” che ha fatto il suo dovere fino in fondo. Possiamo darle torto? Nel tardo pomeriggio di domenica, infatti, al rientro dalla premiazione, si passa davanti a “casa” ma non ci fermiamo, poichè la giornata non è ancora finita: un centro commerciale ci attende per farci acquistare dei prodotti locali. Per lei, però, basta così. 200 metri dopo essere transitati davanti all’agognato Garage chiuso e silenzioso, la Delta semplicemente borbotta appena un pò e poi si spegne da sola.

Be’, con l’esperienza trentennale di un meccanico capo-officina, anche le stranezze più estreme hanno vita breve. Sta di fatto che questa volta si passa dall’ipotesi di carburante-terminato-che-tanto-è-lo-strumento-che-segna-un-pò-male, a quella di un-cavo-di-massa-che-prima-o-poi-bisogna-che-lo-sistemo.

Allora si va a prendere la benzina e tutto l’occorrente, si travasa, ma il motore continua a girare solo col motorino, il quale fortunatamente regge bene, almeno quanto la batteria che tenta di farlo incendiare girandolo di continuo. Poi ancora si cerca di capire quel cavo di massa sospetto come sta e soprattutto dove sta, se è attaccato bene, se è un pò troppo sporco nel contatto. Tutto questo, ovviamente, dopo aver rimosso alcuni manicotti in alto nel motore ed altri scatolati di intralcio. Alla fine, ancora niente, la Delta non si rimette in moto.

Il tempo passa e trafficando coi tentativi di intervento nel vano motore siamo ormai a mezz’ora dalla chiusura del centro commerciale dove eravamo diretti. Sarà stato quello il motivo, sarà stata la consapevolezza della casa comunque vicina, a portata di pochi minuti di viaggio, ma all’ennesimo tentativo il motore parte e niente -ma dico niente- era cambiato sin dal principio, se non che di sicuro adesso la macchina aveva anche il problema dei cilindri affogati nella benzina.

Una volta ripartiti, la Delta ci ha concesso il breve giro rimanente senza altre incertezze o sorprese. La cosa che tuttavia più mi ha colpito sono state le parole del mio amico quando, giunti al centro commerciale, l’ha spenta senza esitazione e senza pensieri dicendo: “Andiamo, tanto ora poi riparte subito”.

di Corrado Formicola

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