La Smart Roadster – alla fine – valeva la pena o no?

Smart Roadster

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L’anno scorso cercavo una macchina stimolante, che mi facesse divertire sempre. E così un flash. Era il 2012 quando lavorando come Designer per una piccola azienda d’auto vicentina, dovetti portare la Fornasari Gruppo B al 4×4 Fest di Massa Carrara. Il ritorno Massa Carrara-Montebello Vicentino lo feci con il mio collega Ruben. Con la sua Smart Roadster. Il suo Kart. La sua Smart con il motore posteriore, la sua posizione di guida a terra e dall’accesso che è tutto un esercizio ginnico.

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Così, risvegliato dal flash, abbandono la mia lista di auto che si sfidavano all’acquisto e comincio a setacciare il web alla ricerca di una Smart Roadster Coupè, ovvero la versione con il lunotto posteriore. La Roadster tedesca si trova anche senza lunotto, detta “la mozza” dagli smartisti, e nelle motorizzazioni 61 CV, 82 CV e 101 CV nella bellissima versione BrabusÈ stata prodotta tra il 2002 e il 2006, raccoglie soluzioni di stile, soluzioni tecniche, organizzazione delle parti meccaniche uniche (uniche anche come le imprecazioni di quando si cerca di ripararla). Io ne trovo una a pochi chilometri da casa mia. Chiamo Ruben dopo anni e assieme andiamo a vederla e testarla.

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Porto con me un trolley grande per verificare che si riesca a caricare nel bagagliaio posteriore appena sopra il motore (sì, ci sta) e porto con me anche una bottiglia d’acqua per fare la prova di tenuta del tetto in tela (è un problema tipico di quest’auto, ma il mio esemplare regge ancora l’acqua). Dopo due settimane al prezzo di 3.700 euro, mi porto a casa un kart 700 cc turbo da 810 kg di peso con 86.000 km originali. Quest’auto nella mia configurazione, 82 cv, cambio con palette al volante e cerchi trackline, nel 2005 di listino veniva venduta a circa 29.000 euro.

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Comincia così la storia con la mia Roadster, subito rinominata come la “Nana” per i suoi 120 cm d’altezza. Una macchina dalla quale non ci si riesce a staccare e in una settimana si fanno facilmente 1.000 km di cui 300 li fai solo perchè non vuoi tornare a casa e allora allunghi. Entrando in macchina devo stendere le gambe praticamente parallele a terra. Davanti a me un comodissimo volante da 37 cm di diametro che permette una ottima visuale della strumentazione. Al centro l’essenzialità propria delle Smart. Radio, pulsanti finestrini, tetto in tela, comandi aria condizionata e la strumentazione con indicatori di pressione della turbina e temperatura dell’acqua (optional per questo modello).

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Accendendo il motore, il rumore è piacevole, quello della turbina ancora di più. Al semaforo la ripartenza è sempre divertente sia quando affiancati da altissimi SUV, oppure da potenti supercar che ti osservano incuriosite (o forse schifate). La seduta è comoda anche nei lunghi viaggi, l’abitacolo è sorprendentemente spazioso, rimane invece compatto lo spazio per le gambe che assieme al sedile conformato, aiuta a limitare il movimento laterale in curva. Il cambio sequenziale con le palette al volante veniva venduto come optional, ma lo ritengo un plus tutt’altro che facoltativo (anche se con mappatura originale ha un fastidioso delay). La rigidità del volante senza servosterzo e la stabilità dell’auto con i cerchi da 15″ sono unici. Anche in condizioni di pioggia la Smart rimane incollata all’asfalto, ma se ci si vuole divertire in curva o in rotonda, è un attimo metterla di traverso. Forse non è chiaro, ma ho comprato quest’auto per la trazione posteriore, non perchè si può “scoperchiare”.

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Passano i chilometri, ed è tutto un piacere, ma i forum e i gruppi Facebook dedicati li hai letti prima di comprarla e le paranoie per le sue famose infiltrazioni d’acqua e problemi elettronici ogni tanto si fanno sentire. Anabbaglianti anteriori che non funzionano (i meccanici non trovano risposta in veloci diagnosi e soluzioni come fusibili o lampadine da cambiare), cambio robotizzato che va in tilt (risolto lubrificando l’attuatore), turbina che smette di funzionare (risolto sostituendo una elettrovalvola da 30 euro). Così le settimane si alternano fra gioie e dolori, il dolore/terrore di dover buttare soldi o l’auto stessa, ma grazie alla forza del gruppo Facebook di Smart Roadster Italia trovo risposta a tutte le mie paure e riesco a risolvere definitivamente tutti i problemi sulla macchina.

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Comincio dunque a godermi curve, salite e discese, d’inverno e d’estate, la Roadster è un’auto che si fa sempre guidare con piacere. Anche fare la spesa diventa un piacere, il cambio al volante è bello da utilizzare anche a 30 km orari, il rumore del motore dietro la schiena è sempre piacevole, da fermo, in montagna, con la capotte aperta o chiusa, tranne in autostrada sopra i 120 km/h… superata questa velocità la Smart annulla la presenza del passeggero perchè con chi è alla tua destra non riesci più a parlare.

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Con la Nana si può andare anche in vacanza al mare dieci giorni. Era uno dei miei obiettivi. Avevamo già fatto un viaggio di 15 giorni in Sicilia con la Toyota BJ della mia ragazza, e nel 2017 avrei voluto fare un altro viaggio su una nuova isola con la Roadster. Avevo appena fatto riparare la turbina, il meccanico aveva sconsigliato il viaggio e la ragazza minacciava il ritorno a casa qualora la Roadster ci avesse abbandonati. Così a sette giorni dalla partenza ho dichiarato: farò 1.000 km di rodaggio prima del viaggio in Corsica, se la Smart in questo lasso di tempo da qualsiasi tipo di problema la lascio a casa e andiamo col Toyota.

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La Nana è perfetta e così a metà agosto da Udine partiamo e siamo sul traghetto per Bastia. Nella Roadster riusciamo a caricare due trolley, tre borse (grazie anche al baule anteriore), un ombrellone e uno sdraio. Sono dieci giorni di strade e panorami stupendi tra Bastia e Calvì (costa nord corsa), giorni in cui lascio volentieri l’auto anche alla mia ragazza, la quale capisce subito il perchè dei miei tanti sorrisi alla guida. La vacanza procede, la Nana fa la media di 16 km con un litro, a prescindere da come la si guidi. Diventa così, la mia auto definitiva.

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Un’auto che ha un’anima, che si trova usata per poco, unica nel suo genere per il connubio tra rapporto piacere di guida/costi, dimensioni e capacità di carico in versione Coupè. Una trazione posteriore, leggera con un comfort di guida inaspettato e pressoché insostituibile e no… non avrei mai potuto comprare una Golf.

di Alessandro Leghissa (aleleghissa.com)

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