LUI, LEI E IL V6 (Una GTV irrompe nella vita di coppia)

Lui è Flavio, ventiquattro anni, vero appassionato di qualunque mezzo di trasporto esistente, specialmente se degli anni novanta. Lei sono io, Miryam, ventitre anni, una ragazza che sbagliava a considerare le auto come dei semplici pezzi di ferro. Il V6 è una GTV 2.0 Turbo Benzina 6 cilindri del ’97, rosso Alfa, con il tettuccio apribile. Cosa succede quando una normale coppia si trasforma in una relazione a tre?

La GTV è la coupé del Biscione nata nel ’95 dalla matita di Enrico Fumia per Pininfarina, è l’ultima ad essere prodotta nello stabilimento storico di Arese. Flavio l’acquista nel dicembre 2015, dopo mesi di tortura mentale nei miei confronti, anni di ricerca e diverse delusioni. Finalmente il sogno di una vita si realizza e la 916 diventa sua.
Dopo l’acquisto effettua le manutenzioni ordinarie alla quale seguono diversi interventi di miglioramento. In primis cerchi e gomme : 225/45-17 invece dei 205/50-16 originali, per scaricare meglio i 200 cv del V6 Busso TB. Dopo poco tempo cambia scarico e il filtro, cosa che lo costringe a tenere (per la mia gioia) il finestrino aperto anche d’inverno per ascoltare la “dolce” melodia. Poi ovviamente i freni, per non affaticare il sottodimensionato impianto di serie, il volante sportivo al posto dell’enorme e tozzo originale. Manometro del turbo indicatore della stechiometria e altre cosucce che si portano via la prima tredicesima.

Durante le nostre chiacchierate dentro l’ex 166 (quanti ricordi) ci immaginavamo dentro la minuscola GTV: chissà come sarà fare un viaggio lungo, dove metteremo tutti i bagagli? Ci chiedevamo… In effetti l ‘auto si è dimostrata adatta a queste pratiche, purché si abbia come unico bagaglio uno spazzolino da denti e un costume. La prima volta in assoluto che si è presentato sotto casa mia, lui non ha avuto neppure il buon senso di spegnere il motore, mi guardava con un sorriso da ebete a 32 denti attraverso il tettuccio e ho detto fra me e me: “Minchia, l’ha comprata veramente”.


Fin da subito io non vado molto d’accordo con la GTV. Inizio ad ingelosirmi, litighiamo spesso perché penso che Flavio verrà totalmente rapito da questa nuova arrivata (cosa che effettivamente succede SOLO per i primi 158 giorni). Ma poi mi ricredo non appena mi fa assaporare un seconda-terza, perchè devo dire che fa un certo effetto.
Non pensavo che la mia vita potesse cambiare. Quando usciamo Flavio non mi guarda più, non mi fa più i complimenti (non che prima ne facesse molti), ammira solo lei. Parcheggia e se la guarda da lontano compiaciuto : Ma che bella che è quella macchina, ah ma è la mia! Si è pure rincoglionito.
La GTV in strada si comporta egregiamente, un anteriore ben piantato a terra e uno sterzo abbastanza diretto rendono la macchina agile e rapida in curva, nonostante i 1430 kg di peso. Lo sanno bene anche le mie corde vocali : “Vai pianooooooo Flaaaa”! Gli urlo sistematicamente ad ogni sterzata.

Prima di conoscere Flavio io ignoravo l’esistenza delle parole: pistoni, cilindri, testata, bronzine, albero a camme, volano, puleggia dentata e non sto qui a dilungarmi. A stento sapevo se le macchine andassero a benzina o diesel. Adesso so pure in che posizione sono all’ interno del motore, pensate un po’. Proprio il motore è il punto forte: il V6Busso” in alluminio con le bancate a 60°, 2 valvole a cilindro, turbocompressore Garrett TB25 e iniezione indiretta elettronica Bosch; 200cv a 6.000 giri e 285 NM a 2.400 giri, con un limitatore che entra a 6.700. Elastico ai bassi, progressivo e rabbioso in alto, dal sound ruggente, cupo, ma melodioso; non dà il calcio nel sedere tipico dei 4 cilindri dell’epoca, ma quando entra in pressione il turbo si avverte eccome, a partire dai 3.000 circa fino al limitatore, e ovviamente, i consumi sono elevati… Non si riesce a superare i 10km/l nell’uso misto e i 13km/l alla media dei 100 orari, ma fidatevi, che non li rimpiangerete assolutamente, il V6 saprà sempre ripagarvi. Infatti abbiamo trovato un nuovo amico: il benzinaio.


Una volta a settimana quando ci vede arrivare alla sua stazione di rifornimento, lui ci accoglie calorosamente e sa già che tasto deve digitare: pieno!


Flavio entra in una sorta di estasi mistica da visione della madonna di Lourdes quando apre il vano motore, potrebbe stare ore ad ammirare quei sei collettori cromati, a stringere qualche dado qui e qualche bullone là. E il problema è che lo fa davvero! Riesce a lavarla più volte nell’arco di una giornata, anche se ha consultato il meteo e sa che ci sarà un diluvio universale, così può emozionarsi a vedersi specchiato nelle vetrine dei negozi mentre sfreccia per correre da me una volta ogni tanto. Però una cosa (secondo lui) per me nella GTV l’ha fatta. Ha montato una pop-off di colore blu, perché sa che amo quel colore. In realtà so che l’ha fatto perché gli piace solamente sentire quello sbuffo di aria tra una marcia e l’altra. E faccio pure finta di credere alla sua storiella romantica.


Ciò che amo io di quest’auto oltre al tettuccio?
Quando la guido da sola. Mi sento stranamente guardata da tutti… Non so se sia per il rombo, per il rosso abbastanza evidente o per la mia straordinaria bellezza. Mi piace pensare che sia per la terza cosa. Ma di una cosa sono certa: quest’auto farà parte delle nostra vita ancora per un po’ e, ahimè, sarò sempre la seconda fidanzata di Flavio. Una passione è in grado di unire o dividere. In questo caso ha unito. E come diceva Franz Kafka : “L’amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i compagni di viaggio e la strada”.

Miryam e Flavio