IBRIDO: Siamo davvero alla fine dell’era romantica? – i vostri articoli

Non è “La Voiture Noire” di cui tutti parlano ad avermi colpito di più in quest’ultima edizione del Salone di Ginevra, e nemmeno le potenze da capogiro di Bugatti, Koenigsegg e Pininfarina, anche se sono state una festa per noi appassionati.

Quello che più mi ha fatto riflettere sono stati i due concept Aston Martin figli del progetto “Valkyrie”: la Vanquish Vision e la AM-RB 003. Giuro che quando ho scritto questo articolo non avevo ancora letto quello di Valerio Cometti ma, il suo parere, in linea con il mio, mi ha dato molto coraggio. Non voglio entrare in informazioni troppo tecniche su questi due modelli, ma sottolineare che, a mio avviso, segnano una netta linea di rottura con la concezione dell’auto avuta fino ad oggi.

Sarà che sono nato e cresciuto a Torino ma penso che per l’unanimità dell’immaginario collettivo la fabbrica automobilistica fosse considerata una azienda siderurgica (la Ford nasce da una fabbrica di vagoni ferroviari in difficoltà) dove si respirava odore di olio e di saldatura, si percepivano temperature da fonderia e i suoni delle presse erano il battito cardiaco della produzione che scandivano i secondi, i minuti e le ore delle giornate (non a caso il genere della musica elettronica Techno nasce a Detroit). Ok, dimentichiamoci tutto questo.

Come dice il “nostro” Davide, nel video della prova su Nissan GT-R (R35), in queste fabbriche moderne non ci saranno mai dei meccanici con la salopette sporca di grasso e olio, ma ingegneri che compilano delle tabelle indossando un camice bianco. Siamo passati da una situazione restia all’ introduzione di nuovi materiali, come testimonia ogni intervista ad Horacio Pagani costretto a lottare con la mentalità della dirigenza Lamborghini, a carrozzerie che non hanno traccia di materiale metallico, prodotte in autoclavi o con stampanti 3D e che si deformano con la resistenza dell’aria grazie alla tecnologia “FlexFoil”. Questo esclude persino la necessità di ali attive che a me già sembravano una cosa futuristica.

Il design è dettato dall’efficienza pura più che dall’armonia estetica (anche se spesso queste coincidono). Ogni curva creata sulla carrozzeria esterna e nel fondo è stata disegnata in quel preciso modo SOLO, per creare efficienza aereodinamica. Il motore endotermico per ora rimane, si ha però la sensazione che sia un aiuto al motore elettrico e non il contrario.

Non che avessimo ancora qualche dubbio sull’efficienza dell’accoppiata elettrico-endotermico, viste le prestazioni di “LaFerrari”, “P1” e “918”, senza pensare al giro della 919 al Nurburgring (roba da ritorno al futuro nella scena in cui si andava avanti veloce di 50 anni in due secondi). Bisogna ammettere che, osservando queste due auto, questa efficienza trasuda dalla carrozzeria, ti travolge, è oggettiva e palese.


Non serve leggere dei dati per capire che il rendimento puro, inteso come rapporto tra energia meccanica generata e l’energia fornita dal combustibile, non abbia mai raggiunto dei livelli così alti. L’ibrido è stato una rivoluzione paragonabile a quella del passaggio da auto convenzionali ad auto ad effetto suolo ma, oggi, la volontà della casa di oltremanica di distribuire al pubblico seppur molto piccolo e fortunato, queste due vetture, segna un altro passaggio cruciale nella storia dell’auto.

L’automobile è sempre stata e sempre sarà un mezzo per accorciare le distanze, e, ad oggi, non sono mai state così corte. Ma da domani, la concezione romantica dell’auto che si aggiustava o si metteva a punto con un cacciavite e una chiave inglese, ammesso che esistesse ancora, è finita definitivamente. Tempi duri per i nostalgici. Lo ammetto. Ma questo mio pensiero non vuole spaventare la maggioranza degli appassionati romantici. Anzi, se si riesce a buttare il cuore al di là dell’ostacolo psicologico del motore termico non più come cuore pulsante, centrale ed unico della vettura, potremmo guidare delle auto che non sono mai state così prestazionali. Non so se l’avete capito ma io non vedo l’ora!

di Luca Geninatti Cossatin

 

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