I vostri articoli: Ho realizzato il sogno di una BMW 850i

bmw 850i

Correva l’anno 1990 e da neopatentato mi muovevo tra Padova e zone limitrofe per lavoro e attività sportive con la mia 1300 GL, quando un sabato pomeriggio, fermo ad uno stop, mi passa davanti una macchina stranissima e bellissima, una scultura in movimento, di colore nero con cerchi in lega scintillanti. Rimango letteralmente basito e sconcertato, riconosco solo il logo BMW.

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Ero ben documentato sulla serie 3 (320 is ed M3 in primis), sulla serie 635 csi, ma questa non sembrava assomigliare a nessuna delle altre BMW normali che circolavano. Ero già abbonato dal 1988 ad una nota rivista dell’epoca e, cercando nei modelli, trovo il nome BMW 850i. Capisco subito che è quella che avevo visto il giorno prima ma cercando informazioni (all’epoca non c’era internet) trovo poco o nulla.

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Dopo un paio di mesi sono in centro a Piove di Sacco (Pd) ne incrocio una di colore Bordeaux, anche questa spettacolare e, a differenza di quella nera, aveva la targhetta identificativa 850i. Mi dico tra me e me: è lei! Dal 1990 al 1995 ne vedo parecchie in giro, in centro a Padova, in autostrada, parcheggiate davanti ai centri direzionali e qualche azienda. Nel frattempo, sempre su quella rivista, in settembre 1990, era stata fatta la prova comparativa su strada tra la BMW 850i e Porsche 928, altra bellissima auto. Personalmente non sono patito di una sola marca di auto ma mi piacciono molti modelli e apprezzo chi ha il coraggio di osare e sfidare anche le leggi convenzionali.

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La BMW 850 era qualcosa di completamente diverso sia dai modelli in produzione alla BMW sia a quello che offriva il mercato in quegli anni. Parliamo di una macchina che costava certo come una casa dell’epoca, dai 180 milioni ai 215 milioni della CSI presentato pochi anni dopo, ma che aveva di serie un V12 di 5.000 cc con 300 Cv e una coppia da “camion”, cambio automatico a 4 rapporti o manuale a 6 rapporti, una vera chicca dell’epoca e gioie e dolori per chi ha adesso quel modello, ruote posteriori sterzanti (AHK) su richiesta alla modica cifra di 12 milioni solo sul modello CSI, interni in pelle (a richiesta), abs, controllo di trazione, airbag, computer di bordo…

 

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In poche parole molto diversa dalla 635 CSi di cui in parte sostituiva il segmento di mercato. Certo non era una macchina sportiva che ha corso, gareggiato e vinto, ma una comoda e splendida coupè che, con i finestrini posteriori e tettuccio aperti, sembra quasi una targa. Il peso, dovuto alle tantissime dotazioni, ha limitato le prestazioni da 0 a 100 km/h in 6.9 secondi, ma tutto sommato per chi voleva osare di più c’era la M3 e la M5 mentre il motore della 850 era già ampiamento collaudato sulla serie 750 e M70, come successivamente montava il motore 4 litri 8 cilindri del modello 840 uscito poco dopo la 850i.

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Il tempo passa, se ne vedono sempre meno, fino al completo oblio degli anni duemila e io continuo ad interessarmi e appassionarmi di auto sia con le riviste sia con l’avvento delle rete che migliora e amplifica le possibilità di informazioni e, piano piano, verso metà degli anni duemila, inizio ad interessarmi di auto storiche. Sono in vacanza con mia moglie e per caso assisto alla Coppa d’Oro delle Dolomiti e la cosa mi appassiona molto, anche se mi rendo conto che sono auto bellissime ma “lontane” dal mio modo di concepirle, visto che mi ero appassionato alle auto dal 1980, all’età di dieci anni, a fine anni novanta quelle che adesso definiamo youngtimer. Di anno in anno in vacanza cerco però di agganciare la competizione di Cortina d’Ampezzo e vado a vedere qualche raduno, fiera e altro… per farla breve nel 2015 mi viene in mente del modello che mi aveva folgorato negli anni ’90.

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Mi informo in rete perché a dirla tutta non ne avevo più visto nessuna di BMW 850 in circolazione e scopro che tanti la definiscono un flop, ma alla domanda “L’hai guidata e provata ?” tutti rispondevano… no! Mi chiedo come può essere un flop una auto che costava un patrimonio e nonostante questo ha venduto quasi 31.000 esemplari. Mi rendo subito conto che nel mercato tedesco e estero è molto considerata e gestita. Per giudicare una macchina bisogna però non solo vederla ma toccarla, “annusarla”, provarla e sentire se è il vestito giusto per te! Ammetto che oltre ad informarmi sul modello E31 (850/840/CSi) mi informo sul modello E24 (635 in particolare) ma trovavo molti esemplari vissuti e molto strapazzati. Ogni volta che vedo in vendita una E31, la tocco e mi siedo al volante, sento di essere nel posto giusto!

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Il vero grande colpo di fortuna è stato conoscere prima di scegliere Antonio Pagano di Genova (Grazie Antonio!), che mi ha detto molto chiaramente “la macchina è bella e particolare, ma complicata e difficile da gestire“, quindi pensare bene prima di prenderla (lui ne possiede una con cambio manuale completamente sistemata e rifatta). Mi rendo conto subito che Antonio ha perfettamente ragione non è una macchina semplice, ma mi piace troppo e a volte si segue la passione e non la razionalità. Dopo averne viste una decina, trovo la mia BMW 850i del 1991. Interni in pelle chiari, cambio automatico (manuale non l’ho trovato…), messa abbastanza bene, ad un prezzo onesto. Dire che sono contento è dire poco, sono al settimo cielo!

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A questo punto si poneva il problema della ricambistica e sempre grazie alla rete e contatti vari recupero altri ragazzi con la stessa passione e in poco tempo creo una chat di proprietari di BMW E31 che ci permette di scambiare opinioni, link di siti, prezzi per i ricambi e soprattutto informazioni che, diciamo pure la verità, la rete ufficiale della casa madre non fornisce per nulla. Questo gruppo di proprietari fa la prima uscita all’Autodromo di Modena al Bimmerfest di settembre 2017 dove 12 BMW 850/840/CSI sono in pista a dare spettacolo non per le prestazioni, pur rilevanti, ma per l’impatto di un gruppo così raro nello stesso luogo. Nasce spontanea l’esigenza di creare un Club dedicato perché mi rendo conto che quasi tutte le nazioni hanno un loro Club E31 che segue il modello, tranne l’Italia. Il 1 gennaio 2018 costituisco, con gli amici proprietari della BMW serie 8, il Club BMW E31 Italia, accreditato da BMW Club Italia

bmw 850

A tre anni dall’acquisto mi pento solo di non aver comprato la mia E31 anni prima, ma, percorsi oltre 8.000 km tra raduni e normali giri, mi sono preso le mie soddisfazioni, sia nella guida, al solo sentire il rombo rauco ma gentile del V12, sia nella comodità di viaggio. Come tutte le auto che hanno alle spalle un po’ di anni bisogna avere attenzione e seguire con calma e determinazione la loro manutenzione e conservazione. Quando la si guarda si intuisce perfettamente che gli ingegneri dell’epoca erano partiti da un foglio bianco e avevano disegnato quello che ritenevano proporsi come il top degli anni 90, senza limiti e con notevole coraggio. Da appassionato di auto in genere, la compagna di garage della mia 850i è una Alfa Romeo 75 1.8 carburatori 1987 appartenente a mio suocero da 31 anni e praticamente di famiglia con 78.000 km percorsi, ma questa è un’altra storia…

di Eligio Goffo

 

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